mercoledì 16 febbraio 2011

Cosa bolle in pentola?

Diario di una cuoca mancata.
Di solito, di fronte a quei campi da riempire tipo "descriviti" o "parla di te" faccio sempre molta fatica a descrivermi e a parlare di me. Io che sono la logorrica del gruppo, l'amica con cui rischi di rimanere al telefono ore, l'antitesi della sintesi... no, proprio non ce la faccio ad arrivare dritta al cuore delle cose, ho bisogno di spazio e tempo. Eppure, queste 5 paroline diario-di-una-cuoca-mancata sono il riassunto perfetto di quello che sarà, o vorrebbe essere, questo blog. A dire il vero è parecchio che mi ronza in testa l'idea di aprirne uno su questa mia passione che a tratti rasenta la fissazione. Il più delle volte lei, l'idea, mi balena quando qualcuno (un collega, un amico, un conoscente, mia madre) (no, mia madre no, non è vero), magari addentando uno dei miei muffins, ha la sua brillante idea e mi dice: "dovresti farlo di mestiere (cucinare, ndr)!" oppure, nella più sfacciata e squisita versione imprenditoriale: "dovresti aprire un ristorante!".
Ecco. A quel punto, non prima però di aver simulato nell'ordine

- un'espressione di stupore (ma dai, che bella idea?! finora nessuno me lo aveva mai suggerito!)

- un'espressione riflessiva (aspetta un po', fammi fare due conti, haivistomaichequasiquasi...)

- un'espressione di quasi mortificazione (accipicchia mi sa tanto che sarà per un'altra vita)

dicevo, è a quel punto che lei, l'idea, si insinua nella mia testolina riccia: comincia ad aprire un blog, ché al ristorante ci pensiamo poi.

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