venerdì 1 aprile 2011

In the Sky with Diamonds


dedicato alla E di Eterea

Avevo almeno un altro paio di ideuzze che mi frullavano nella testa da un po' per il nuovo post.
Ma ho deciso che le mollerò ancora lì, in un angolo della mia mente, perché voglio che questo blog prenda forma e colore da ciò che quotidianamente mi ispira. Oggi, perciò, voglio sfruttare l'onda emotivanomala che mi ha provocato una chiacchierata con (chiamiamola Margaret). Non ci conosciamo da molto, ci stiamo ancora studiando, scrutando, scoprendo però è successo che io abbia iniziato a raccontare di mia nonna.

Non ricordo quasi nulla di lei, è morta che io avevo poco più di 4 anni e me la sono goduta praticamente niente: quello che so lo so attraverso i racconti di mia madre, quello che ricordo lo ricordo attraverso le fotografie che custodisco gelosamente, quello che ho sentito l'ho sentito dalla sua voce ruvida e soave allo stesso tempo catturata dai Super8 che ogni tanto mi riguardo. Ma mi manca. Mi manca davvero tanto. Era una donna bellissima, forte, determinata. Anche un po' severa e parca di gesti d'affetto, a detta di sua figlia. Ma la ringrazio anche di questo, perché forse è stato proprio per compensare quell'assenza che sua figlia, una volta adulta, ha riempito me di carezze e di abbracci. E qualche volta guarda me e incredibilmente vede lei nonostante l'improbabile salto generazionale all'indietro... glielo leggo negli occhi. Una volta me lo ha pure scritto dopo aver visto una mia fotografia con un foulard a mo' di turbante in testa e un paio di occhiali da sole over size da diva Anni 50. Quindi.

Ho pensato a tutte queste cose, ho pensato che quando ero ragazzina parlavo spesso con quel mio angelo volato via troppo presto. E ho pensato che avevo voglia di cucinare per lei. Allora sono tornata a casa, ho preso l'agenda verde (è del 1981, l'anno in cui sono nata. Certe coincidenze che coincidenze non sono) in cui mia madre ha scritto a mano una quantità infinita di ricette e mi sono messa a cercare tra quelle dei dolci. Avevo voglia di sapori semplici, di ciambelloni, di casa. E ho scelto la ciambella allo yogurt, che non so se sia effettivamente una ricetta di nonna ma io ho sempre creduto di sì: semplice, veloce e buonissima. Perfetta. L'ho preparata con tutto l'amore e la cura possibili, l'ho fatta a forma di quadrifoglio invece di usare un classico stampo per ciambella, e all'ultimo momento, in onore della mia E, ci ho aggiunto anche dei mirtilli freschi... un po' asprigni appena messi in bocca ma dolcissimi una volta assaporati. Sarebbe bello mangiarla insieme a te.

Ciambella allo yogurt di E

  • 1 vasetto di yogurt (bianco, anche se spesso io uso quello alla banana, che ci sta molto bene), 
  • 3 uova, 
  • 2 vasetti di zucchero, 
  • 1 vasetto di maizena, 
  • 3/4 di vasetto di olio di semi di mais, 
  • 2 cucchiai di Cointreau, 
  • 1 bustina di lievito, 
  • 1 pizzico di sale, 
  • farina q.b.
Lavorare con le fruste elettriche lo zucchero con le uova e lo yogurt, poi aggiungere l'olio e il Cointreau. Incorporare poco alla volta prima la maizena, poi la farina (setacciate entrambe): l'impasto deve risultare non troppo denso. Infine, aggiungere il lievito e un pizzico di sale. Infornare a 180° per 40 minuti.

Come dicevo, stavolta io ci ho aggiunto anche i mirtilli (consiglio di metterli sul fondo dello stampo in modo tale da formare uno strato sottile di frutta) e, non contenta, una volta cotta e raffreddata l'ho coperta con una glassa al cioccolato. Una vera delizia!

Rubia consiglia:da provare con una Malvasia; per la versione con glassa al cioccolato, invece, meglio un Brachetto o un Marsala


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