martedì 21 giugno 2011

Fish Fighter

Milano, ore 15.00: “Sono impazzita e ho comprato il pesce. Non so che farci.” Quando questo sms (o sarebbe meglio dire sOs) è arrivato in quel di Cibbì, sabato scorso, la mutter deve essere scoppiata in una di quelle sue fragorose risate che riempiono l’aria. Io, invece, stavo per avere una crisi isterica in mezzo alla cucina mentre, da debita distanza, osservavo a metà tra la disperazione e l’incredulità quei tre cartocci blu appoggiati nel lavello.

Sì, perché se c’è una cosa che io non cucino mai è proprio il pesce. Non si tratta di una non meglio identificata discriminazione di cibi, né di mero e semplice gusto (io il pesce lo adoro). In un certo senso, è per viltà: non sono vegetariana, non mi scandalizza mangiare altri esseri viventi e se mai un giorno rimarrò incinta la cosa che più mi mancherà in quei nove mesi sarà di certo il prosciutto crudo. Ma è pur vero che quando addento un panino con il salame o cuocio una bistecca non c’è nessun suino o bovino a guardarmi implorante. Insomma occhio non vede, cuore non duole come si dice. Il pesce… beh, il pesce è un’altra storia. L’occhio a palla, la bocca spalancata e il sangue-che-sembra-proprio-sangue-mica-acquetta-rosa mi hanno sempre messo tremendamente a disagio. Per non parlare di gamberi, granchi, cicale di mare e tutte quelle altre bestiole semoventi che «ve le dovete prendere vive perché sennò non mi credete per quanto so’ fresche signo’».

Fatto sta che sabato pomeriggio avevo organizzato una cenetta intima con amici per salutarli prima delle vacanze (sì, sono in ferie e sì, sto andando al mare a giugno come i bambini) (sperando che il bel tempo mi segua); una di quelle cene senza impegno, all’insegna del non faccio niente di particolare, giusto qualcosa per svuotare il frigorifero. Tanto che quella stessa mattina mi ero consultata con la mutter e, insieme, avevamo concluso che il menu ideale sarebbe stato crêpes con un sughetto estivo a base di zucchine-melanzane-peperoni-pomodorini e tiramisù alle fragole. Cavoli però, avevo messo a bagno i fagioli con l’occhio perché m’era venuta voglia di vellutata –vabbé, me la faccio domani. Cavoli però, non ho le fragole né i biscotti –vabbé, faccio un salto al supermercato.

Essendo ora di pranzo inoltrata, il Carrefour era fondamentalmente deserto e, forse proprio a causa di questo desertume, un curioso cartello ha attirato la mia attenzione dal fondo della corsia:

OFFERTISSIMA!! CEFALI A SOLI 4,90€!

Ora, di solito cefalo chiama boss (=mio padre), perché è praticamente l’unica cosa che riesce a pescare, a parte i polpi e qualche spigola ogni tanto. Lui dice sempre che i cefali sono bistrattati ingiustamente, che tutti li snobbano ma in realtà sono dei pesci buonissimi, carnosi, saporiti e non eccessivamente spinosi. E in effetti tutti i torti non ha, però un po’ questo cartello ammetto che m’ha fatto sorridere. E, senza accorgermene, avvicinare al temutissimo banco del pesce. Così, in virtù della mia rinomata ArteDiVivereSenzaCriterio (©V.P.), ho comprato due etti di seppioline, mezzo chilo di polpo e due spigole-me-le-pulisce-grazie?

Va da sé che il tempo di arrivare a casa ed ero già isterica. Il culmine credo di averlo raggiunto al telefono con mamma mentre la imploravo di rimanere in linea con me durante la delicata e rivoltante operazione di estrazione degli occhi a quel disgraziato di un polpo. Il resto del pomeriggio è proseguito tra imprecazioni e giuramenti («MAI PIÙ!!!»), esami accurati delle viscere e lotte all’ultimo tentacolo. Ma alla fine ho vinto io. Alle 21.00 ci siamo messi a tavola e abbiamo cenato con: riso Venere con polpo e zucchine, purea di fagioli con seppioline al vapore, spigola al forno con patate slim e tiramisù alle fragole. Ovazione. 1 a 0 per me.


Riso Venere con polpo e zucchine al profumo di menta

  • 500 gr. di polpo, 
  • 300 gr. di riso Venere, 
  • 1 zucchina, 
  • 1 cipollotto, 
  • 6 fette di bacon, 
  • 1 costa di sedano, 
  • 1 carota, 
  • 1 cipolla, 
  • menta, aglio, olio, pepe, sale
Mettere sul fuoco una pentola d’acqua con sedano, cipolla, carota, sale e pepe e, quando bolle, immergervi il polpo. Far cuocere per circa mezz’ora e poi lasciar raffreddare nell’acqua di cottura (prepararlo dunque con un po’ di anticipo). Lessare il riso in abbondante acqua salata (ci vorrà circa mezz’ora) e, nel frattempo, saltare in olio e aglio la zucchina a cubetti e, a fine cottura, aggiungere un abbondante manciata di menta e un po’ di sale; a parte, rosolare il bacon a pezzetti su una padella rovente e antiaderente. Poco prima di scolare il riso, stufare nel wok il cipollotto con l’olio e saltarvi il polpo a tocchetti per un paio di minuti. Aggiungere le zucchine, il bacon, il riso ben scolato e una spruzzata di pepe. Servire ben caldo.

 Rubia consiglia: un bianco aromatico di medio corpo è quello che ci vuole: un Gewurztraminer o un Muller Thurgau.


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