venerdì 3 giugno 2011

Ho comprato la caccavella #01


Per qualche strana ragione, a lavoro da me si è affermata spontaneamente una strampalata usanza: eleggere di volta in volta le "sigle dell'ufficio" che, tradotto, significa che a turno qualcuno si fissa (solitamente alle porte del periodo estivo) con una canzone in particolare e la mette 200 volte al giorno a tutto volume. È stato Boston a inaugurare nel 2008 questa tradizione con "Toop Toop" di Cassius, passata alla storia come la sigla ufficiale della nostra redazione. E se quella stessa estate un breve momento di gloria l'ha vissuto pure Jason Mraz con "I'm Yours", nel 2009 è stata la volta di Big Luciano con "Vesti la giubba" altresì detta "Ridiiiiii pagliaaaaaccioooooo!" (ma sorvolerei sul motivo); poi ci sono state le parentesi di "Fatalità" dei Gem Boy e dell'irritante "Il cane pufoente" e, complici i Mondiali, l'anno scorso si ballava tutti a ritmo di "Waka Waka".

Cosa c'entra questa divagazione musicale su Tavola? Ebbene, si dà il caso che da pochi giorni sia stata eletta la sigla 2011 e che, in qualche modo, sia stata scelta in mio onore: è "Ho comprato la caccavella" del mitico Aurelio Fierro. Sì, perché la parola caccavella, che io uso con una frequenza pari a quella di "buongiorno", fa morir dal ridere questi polentoni con cui mi accompagno ogni giorno e che, prima di conoscermi, non avevano assolutamente idea di cosa significasse. Insomma, dopo l'effetto Pisapia è ora il momento dell'effetto caccavella, fenomeno che ha ispirato la nuova rubrica inaugurata appunto da questo post.

La migliore definizione di "caccavella" l'ho sentita da mia madre più o meno un anno fa quando l'ha spiegata alla Pollazzen e al Maratoneta (due dei colleghi succitati, manco a dirlo) con queste parole: «l'utensile da cucina che non userai mai ma che non puoi proprio fare a meno di comprare». L'ho trovata geniale. Ad ogni modo, per estensione, io generalmente intendo tutti gli attrezzi che si utilizzano in cucina, quelli utili e quelli superflui, quelli funzionali e quelli "sòla", quelli acquistabili anche nei supermercati e quelli rari o introvabili. Ecco perché ho deciso di scrivere, un po(st) alla volta, una specie di Lonely-Planet-della-Caccavella, una guida che non solo indichi gli arnesi indispensabili a tutti i cucinieri e i vari modi di utilizzo, ma anche gli errori figli di uno shopping ossessivo-compulsivo e le fregature vere e proprie.

Essendo questo il primo capitolo, per par condicio ho deciso di segnalarne sia una della categoria SMART (cioè utile, intelligente e funzionale) sia una di quella PACCO (non credo ci sia bisogno di traduzione, in questo caso).

Mai più senza: LO ZESTER della Microplane*
(Caccavella-smart)

 
*Qui un breve aneddoto sull'invenzione di questo utensile
  
La mia vita è decisamente migliorata da quando ho fatto la conoscenza della Microplane, azienda leader in fatto di grattugie che ha messo sul mercato questo incredibile oggetto. Da quando ce l'ho, la famosa scorza di agrumi grattugiata-ma-senza-arrivare-alla-parte-bianca-altrimenti-è-amara non è più un tabù. Minimo sforzo, massimo rendimento. Una goduria.

Numero di volte utilizzato finora: INFINITE
Consigliato da 1 a 10: 10

Mai più con: LA PINZA FERMA-ARROSTO
(Caccavella-pacco)



Sulla carta non era una cattiva idea, ma a dirla tutta non fa proprio il suo dovere. In teoria, questo attrezzo dovrebbe tener fermo un arrosto (inserendolo tra i due "bracci" e tenendo la pinza perpendicolare rispetto al piano, facendo leva sul tagliere) così da affettarlo con più facilità, e addirittura dovrebbe aiutare a tagliare delle fette tutte uguali. In pratica, non funziona. Le molle della pinza non sono molto flessibili, per cui non si adatta facilmente a ogni dimensione, e quelle scanalature lì servono ben poco per ottenere fetteperfette. Senza considerare che se c'è un suono che mi dà i brividi è lo sfregamento di due oggetti d'acciaio (altro che unghie sulla lavagna!).

Numero di volte utilizzato finora: DUE
Consigliato da 1 a 10: 3 (giusto perché magari è la mia pinza, a essere difettosa...)

Caccavelle, be careful: vi stano una ad una.


3 commenti:

sergio ha detto...

Carissimo/a
Sto aggiornando l’elenco dei food blog italiani
Mi piacerebbe sapere:
In che anno hai aperto il blog
Possibilmente la tua città e provincia.

Grazie
Puoi comunicarmelo al seguente link (se vuoi)

http://griglia-e-pestello.blogspot.com/p/food-blog-italiani.html


sergio.

a piedi nudi sul divano ha detto...

molto molto divertente questo post... e da brava polentona non so cosa sia una caccavella ;)

Laurella ha detto...

eheh grazie, mi fa piacere ti sia piaciuto! allora torna presto su Tavola: a breve un altro post della rubrica "Ho comprato una caccavella"... ieri ne ho prese ben tre :)