giovedì 6 ottobre 2011

Fate largo all'Imperatrice

Sì. È lei. È proprio lei. È il desiderio recondito di ogni massaia, è l'oggetto prezioso tramandato da nonna a nipote, è l'utensile delle meraviglie quando vuoi stupire senza troppi sforzi. È la maxi-caccavella che credevo non mi avrebbe mai conquistata e che nell'ultimo mese ho anelato spasmodicamente. È la macchina per tirare la pasta. L'Imperia. O meglio l'Imperatrice, come l'ho battezzata quando ho aperto la confezione e l'ho tirata fuori dalla scatola con una sacralità manco fosse il Graal.

La mia storia d'amore con la pasta fatta in casa è nata quest'estate, come ho scritto qualche post fa. Fino al momento in cui non ho tirato la mia prima sfoglia non avevo mai prestato la giusta attenzione a tagliatelle, ravioli e sfoglie home made e non mi ero resa conto della soddisfazione smisurata che provoca farsi la pasta da sé. Ho dunque scalpitato per un bel po', divisa com'ero tra quel fastidioso senso pratico che mi imponeva di non fare un altro, ingombrante acquisto che andasse a ingolfare la mia già tetris-cucina e quella smania incontenibile di possedere anch'io quel piccolo gioiellino. Ovviamente, come in ogni storia d'amore che si rispetti, alla fine ha prevalso il cuore sulla ragione e mi sono decisa a comprare la celeberrima Imperia. Tecnicamente, a dire il vero, me l'ha comprata la mutter e me l'ha poi spedita a casa (tutto ciò perché a Cibbì lo stesso identico modello costava 30 euro in meno rispetto a Milano. L.A.D.R.I.!), ragion per cui la mia bramosia è cresciuta di giorno in giorno fino a culminare nel famoso momento dell'apertura del pacco di cui sopra.

L'attesa più logorante, però, è stata quella tra la ricezione dell'Imperatrice e l'effettivo utilizzo della stessa. Ci sono volute ben due settimane prima che trovassi il tempo di testare la macchina e, soprattutto, le mie abilità pastaiole ma finalmente, una domenica mattina, ho preso le mie uova gialle-apposta-per-la-pasta-fatta-in-casa, la farina 00 apposta-per-la-pasta-fatta-in-casa, un filo d'olio che-rende-più-elastica-la-pasta-fatta-in-casa, sale ed è successa una magia. Dopo un paio d'ore avevo due vassoi di meravigliose tagliatelle-fatte-in-casa e la sera uno squisito primo da servire alla mia O Bissi per cena. 
Fatta-in-casa l'ho detto?

Tagliatelle saporite
Per le tagliatelle: 
  • 500 gr. di farina 00 [o anche 400 gr. di farina 00 e 100 gr. di semola], 
  • 5 uova, 
  • un pizzico di sale, 
  • un filo d'olio. 
  • NB: se la pasta serve per fare i ravioli, e quindi serve un po' più elastica e consistente, utilizzare 6 tuorli e un paio di uova intere.

Per il condimento: 
  • 4 salsiccette, 
  • 150 gr. di piselli, 
  • 70 gr. di funghi secchi misti, 
  • 1 cipollotto, 
  • 1/3 di bicchiere di panna fresca, 
  • vino rosso, 
  • curry

Impastare tutti gli ingredienti e lavorarli finché non si ottiene una pasta liscia e omogenea. Far riposare almeno una mezz'ora, dopodiché stenderla pezzo a pezzo: fare prima 2-3 passaggi con la macchina impostata sulla prima tacca del morsetto (quella che permette la maggiore fessura di passaggio della pasta): questo serve per impastare ancora un po' il tutto; dopodiché tirare la sfoglia procedendo tacca dopo tocca, fino ad arrivare alla penultima. Una volta ottenuta la sfoglia del relativo spessore, passarla alla taglerina per tagliatelle. Ricordarsi di infarinare spesso la pasta prima di passarla alla macchina, altrimenti c'è il rischio che non scivoli bene e si rompa o si appiccichi dappertutto!

Per il condimento: mettere in acqua tiepida i funghi secchi per farli rinvenire. Nel frattempo, far soffriggere in olio un cipollotto tagliato sottile, aggiungere la carne sbriciolata delle salsiccette (liberandola dalla pelle) e irrorare con il vino rosso. Quando l'alcool è sfumato, aggiungere i piselli, i funghi strizzati e asciugati e salare. Lasciar cuocere il sugo per circa 20-25 minuti, a fiamma non troppo vivace e coperto. Intanto, scaldare 1/3 di bicchiere di panna fresca e sviogliervi dentro il curry (la quantità dipende molto dai gusti: a me piace molto, e ci ho messo un paio di cucchiai generosi) e cuocere le tagliatelle in acqua bollente e salata. Aggiungere la panna al curry al sughetto, spadellarvi le tagliatelle (meglio se non eccessivamente scolate della loro acqua di cottura) e completare con una macinata di pepe nero.

 Rubia consiglia: il giusto equilibrio si raggiunge con un vino rosso di buona acidità e sapidità, che sappia bilanciare i grassi di panna e salsiccia. Il ventaglio di possibilità è ampio: dal Lambruso Grasparossa al Cannonau di Sardegna, c'è solo l'imbarazzo della scelta.



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