martedì 6 dicembre 2011

Una cheesecake ti salverà ovvero Chi non adora il formaggio cambierà religione


 dedicato alla G di Guastafeste con la K

Mi sono documentata. Non esiste una religione che vieti di mangiare il formaggio. C'è quella che ti impedisce di mangiare carne di maiale ma largo a buoi, cavalli, volpi, struzzi e lucertole (sfigati. specie le lucertole che già combattono dalla notte dei tempi contro il passatempo preferito dei bambini tra i 7 e i 12 anni: staccar loro la coda). Quella che puoi mangiare solo pesce di un determinato tipo, solo carne ottenuta in una certa maniera e solo latte non contaminato dai cibi impuri (e guai se per errore usi lo stesso piatto per mangiare due alimenti diversi). Quella che ti invita a cibarti praticamente di aria visto che sono vietati carne, pesce, uova, alcool, caffè e tè. Quella che ogni tanto una giornata di digiuno ci sta, suvvia.

Ma di diktat dietetici anti-formaggio nemmeno l'ombra. Allora mi chiedo: ma perché mai esiste gente che non mangia il formaggio? E non parlo di intolleranza ai latticini, per carità. Quella è una gran bella rogna, motivo per cui io mi guardo bene dal fare le prove allergiche alimentari per paura di dover rinunciare a qualcosa che mi piace. Parlo di quelle persone che proprio-il-formaggio-no-non-ce-la-faccio.Vada per il gorgonzola, che ha la muffa e posso anche capirlo, ma c'è chi non tollera l'odore (ok, il puzzone già dal nome non si presenta bene ma, insomma, c'è di peggio), chi non ama la consistenza (ma una crescenza cremosa e un pecorino stagionato 36 mesi che hanno in comune?), chi semplicemente il sapore (anche se non ha mai neanche assaggiato una ricottina piccola piccola). Non sono vezzi, sia ben chiaro, perché queste persone sostengono strenuamente la propria avversione casearia tanto da evitare goduriose fondue, fresche insalate capresi, soffici soufflé, mousse cremose, persino la classica spolverata di grana su un piatto di maccheroni al ragù. E, gente!, riescono a vivere senza i cannoli siciliani. Come facciano proprio non lo so. Ma sono sicura che chiunque, e dico CHIUNQUE di loro, storcerebbe il naso al solo sentir nominare la parola cheesecake; sono però altrettanto sicura che nessuno, e dico NESSUNO di loro, saprebbe resistere a questa cheesecake.

Io sono una persona onesta e non ho mai fatto assaggiare sotto mentite spoglie questa torta a chi non mangia formaggio. Ma davvero basterebbe chiamarla, che so, "semifreddo al cioccolato" e omettere il piccolo particolare che è fatta a base di ricotta e philadelphia per soddisfare anche i palati più esigenti e sospettosi. Perché c'è modo e modo di cucinare con il formaggio, e perché questa è la Regina delle Cheesecake. Convertitevi, finché siete in tempo!

Cheesecake al cioccolato
Per la base: 

  • 250 gr. di biscotti tipo Grancereale, 
  • 100 gr. di burro fuso
Per la crema: 

  • 250 gr. di ricotta, 
  • 200 gr. di Philadelphia al Milka, 
  • 70 gr. di burro fuso, 
  • 180 gr. di zucchero, 
  • 1 bustina di vanillina, 
  • 3 uova intere  
Preparare la base tritando al mixer i biscotti e unendo il burro fuso, fino a ottenere un impasto sabbioso che va steso sul fondo di uno stampo a cerniera foderato di carta forno. Mettere in frigo a riposare un po'. Nel frattempo, preparare la crema lavorando la ricotta con il philadelphia, aggiungendo via via il burro, lo zucchero e la vanillina; solo alla fine, incorporare le uova, una alla volta. Versare il composto sulla base preparata precedentemente e infornare a 150° per 45 minuti. L'ideale è lasciar raffreddare il dolce direttamente in forno, magari leggermente aperto, e prepararlo il giorno prima (una volta freddo del tutto, va conservato in frigo). Nella versione di questa foto, ho finito con mirtilli allo sciroppo, granella di nocciole e sottili decorazioni di cioccolato fondente.