venerdì 15 giugno 2012

Challenge #05: Black & White è chic

La tendenza del momento? Il bianco&nero. Che poi è la scoperta dell'acqua calda, visto che questo abbinamento cromatico a contrasto è vecchio come il cucco e torna di moda ciclicamente. Comunque sia, ultimamente basta sfogliare qualunque rivista per incappare anche senza volerlo in qualche servizio appassionato sull'eleganza del black and white. Di solito, si tratta di servizi di moda, inutile negarlo. Ma il cibo, in fondo, non è cool tanto quanto un outfit all'ultimo grido? Ebbene, un paio di settimane fa Tavola, cioè Laurella, cioè io, si è cimentata nell'ideazione e nella preparazione di un buffet che fosse in linea con il dress code del party di inaugurazione di una casa nuova: total black, total white o un mix tra i due colori.

Ok, al riso Venere e ai fagioli neri messicani ci arrivava pure un daltonico (che poi... i daltonici tendenzialmente non distinguono il rosso dal verde ma vabbè, lasciatemi passare la licenza poetica). Lo so. Ma vi assicuro che la scelta dei piatti non è stata affatto facile, pur essendomi divertita molto a spulciare ricette, a cercare ispirazione tra gli scaffali del negozietto etnico sotto casa e a fare la spesa relativa. Quando però mi son ritrovata a cucinare per una ventina di persone il giorno stesso dell'aperi-cena in questione diciamo che il divertimento ha lasciato il posto all'esaurimento; ma quelli sono incidenti di percorso a cui ormai mi sono abituata. E poi, ho avuto un fido assistente che mi ha letteralmente salvata!

Alla fine, il menu black & white era così composto: riso Venere con polpo, zucchine e bacon; riso basmati con olio e sesamo nero; tagliatelle al nero di seppia con salmone affumicato; fagioli neri alla messicana; spiedini di uva nera e mozzarella; tartine con uova di lompo nere; crostini con patè di olive nere; crostini di pane nero con lardo; insalata di feta, cetrioli e olive nere; tzatziki; indivia, finocchi e sedano bianco in pinzimonio; wurstel di pollo; uova di quaglia sode (non sgusciate!); formaggi ben stagionati con marmellata di mirtilli; pannocchie messicane; datteri; pane di vario tipo e genere purché "a contrasto".

A pochi minuti dall'arrivo degli ospiti, il colpo d'occhio era più o meno questo:


Devo dire che il risultato finale mi ha soddisfatto totalmente. Anzi, ero così estasiata che, naturalmente, ho dimenticato di immortalare il buffet nel dettaglio... Per fortuna, mi è venuta in soccorso Silvia di Profumo di cose buone, che era presente al party e con il suo mitico iPhone ha fatto un po' di foto a qualche piatto...!

Queste tartine, che la mutter mi ha insegnato a fare chiamandole frivolité (ok, sì, fa molto Anni 80, lo so; però lei le chiama così e io le chiamo così, fine della questione), sono semplicissime: si affiancano due fette di pane al latte su un foglio di carta alluminio, si spalmano di burro ammorbidito e si farciscono con ciò di cui si ha più voglia (io, per l'occasione, ho usato le uova di lompo nere). Poi, con l'aiuto della stagnola, si arrotolano le fette su se stesse, facendo attenzione a fare piccoli giri così da rendere il rotolo bello stretto. Infine, si sigillano "a caramella" e si mettono un po' in frigo a riposare prima di affettarli a rondelle.





Lo ammetto, ignoravo l'esistenza di pannocchie nere. Eppure Madre Natura le ha create! Oppure è stato qualche pazzo messicano che si è messo a fare strani esperimenti culinari. Comunque sia, nei market etnici che ormai pullulano nelle nostre città si può scovare questo e altro.













Devo davvero spiegare come si fanno dei crostini di pane nero con il lardo? Naaaaaaaa. Lo sa persino Girogiò.















Questo è stato un esperimento quasi riuscito. La ricetta originale di questo primo prevede, in realtà, delle pennette rigate, che si prestano molto di più a una sorta di "insalata di pasta" qual è questo piatto. Io però avevo necessità del black, per cui ho utilizzato le tagliatelle fresche al nero di seppia (quelle Rana, per intenderci): il rischio è che diventino una massa informe; l'importante, dunque, è condirle poco per volta e abbondare con l'olio a crudo. Il condimento, comunque sia, è a base di salmone affumicato, salmone Riomare al limone, olio, sale, peperoncino, aneto ed erba cipollina. L'ideale è preparare il condimento in anticipo, in modo da far insaporire bene gli ingredienti, e poi cuocere la pasta all'ultimo minuto. Servito tiepido, il piatto è davvero top. Ringrazio zia Nannetta per avermi regalato anni fa questa deliziosa ricetta.


In un buffet di aperi-cena, gli spiedini non possono mancare. E allora ho pensato di farne un po', chiaramente rispettando il dress code della serata: alternando cioè mozzarelline fresche, ben scolate e tamponate dalla loro acqua, ad acini di uva nera, lasciati un po' in ammollo con un cucchiaino di bicarbonato e asciugati per bene. Il problema vero era capire dove "infilzarli". Poi, ho avuto l'illuminazione: il contenitore di polistirolo di una gelateria, che avevo pulito e conservato perché a forma di fiore. L'ho capovolto et voilà, un perfetto supporto per spiedini. Lupo (il braccio della mia mente) ha fatto un ottimo lavoro, non c'è che dire.





L'idea del basmati non è stata mia, ma devo dire che è stata apprezzata molto più di quanto pensassi. Il tocco in più, da un punto di vista cromatico ma anche del sapore, è stato condire il riso (semplicemente lessato in abbondante acqua salata) con olio e sesamo nero tostato su una padella antiaderente. Molto delicato, ma molto gustoso.











Questa è una semplicissima insalata greca, ma rivisitata e corretta per l'occasione: via i pomodori ché-il-rosso-non-ci-azzeccava-niente, ho affettato un cetriolo e una feta da 250 grammi, ho unito una manciata abbondante di olive nere e ho condito il tutto con una salina a base di olio, sale, limone, origano e peperoncino.











Potevano forse mancare i gustossimi fagioli neri messicani? Inizialmente, avevo comprato quelli secchi da tenere a bagno una notte e lessare in acqua e sale. Ma poi il tempo scarseggiava, e quindi sono ricorsa a quelli in scatola, presi sempre al santo negozietto ciàina sotto casa, e li ho cucinato seguendo le indicazioni della lattina: ho messo a soffriggere olio e cipolla in una padella capiente, poi ho aggiunto 2 peperoncini verdi messicani tagliati a rondelle e ho lasciato insaporire per qualche minuto. Dopodiché, ho aggiunto i fagioli (scolati dall'acqua di conservazione) e mezza tazza d'acqua calda; ho abbassato la fiamma e lasciato cuocere per una dozzina di minuti circa. La ricetta originale prevedeva anche una sfumata con il vino, passaggio che però io ho volutamente saltato perché non mi convinceva. Del resto, come dico sempre io: "La modestia è il mio miglior pregio"!


A parte le cazzatine che si trovano sempre in un buffet, e che spariscono nel giro di trenta secondi netti (leggasi olive, verdurine in pinzimonio, salatini e popcorn, formaggi e marmellate...), mancano i dettagli dello tzatziki, su cui scriverò presto un altro post, e del riso Venere con zucchine, polpo e bacon la cui ricetta avevo già pubblicato qui ... Quest'ultimo è stato un successone: letteralmente spazzolato in mezz'ora. Sfida vinta, dunque. Adesso sono pronta per la prossima cena... magari bianca-rossa-e-verde giacché siamo nel pieno degli Europei?!

1 commento:

Anonimo ha detto...

..e la mutter è sempre più orgogliosa della sua Laurella!