lunedì 16 luglio 2012

Quattro chiacchiere con... Jamie Oliver

Il gusto di una cena di Natale senza stress*

È bravo, bello e famoso. Non è una stella di Hollywood ma una celebrità dei fornelli. Jamie Oliver è infatti un notissimo chef inglese con un debole per la cucina italiana. Diventato famoso nel 1998 con lo show The Naked Chef, oggi Oliver è un'acclamata star della tv.

Mr. Oliver, con Jamie at Home siamo abituati a invaderle casa e cucina. Ora è la volta del Natale: cosa ci insegnerà?
«Preparerò i migliori piatti della tradizione inglese, ma con i miei ritocchi. Il vostro menu natalizio è un po' diverso e c'è sempre una sorta di ansia da prestazione, specie se avete ospiti. Vi dimostrerò come preparare pasti luculliani senza stress, per godervi le feste!».

Quale Paese ha il miglior menu natalizio?
«Tutti sanno che adoro l'Italia, ma mentirei se non dicessi che amo il classico tacchino di Natale inglese, con tutti i suoi contorni».

Perché ama tanto il nostro Paese?
«Ho sempre detto che avrei dovuto nascere in Italia. Mi sento a casa ogni volta che vengo e i più grandi chef con cui ho lavorato sono italiani, come Gennaro, o son stati pesantemente influenzati dal vostra cucina, come Rose e Ruth del River Café. Insomma, l'Italia mi scorre nelle vene».

Tre ingredienti che non devono mai mancare sulla tavola.
«Per me, l'aglio, la pasta fresca e il peperoncino, per il quale ho una vera dipendenza!».

Lei ha una predilizione per i piatti genuini e i sapori della natura. Pensa sia possibile mangiar sano oggi, tra la vita frenetica e le decine di cibi preconfezionati?
«Assolutamente sì. Le ricette di tutti i miei libri, e anche quelle scaricabili dal sito www.jamieoliver.com, sono nutrienti e sane. Magari alcune non sono per tutti i giorni, ma ci sono tanti piatti che si possono realizzare con ingredienti freschi e in poco tempo».

Con Food Revolution ha provato a modificare le abitudini alimentari dei cittadini di Huntington, statisticamente tra le più malsane degli Usa. Ma non è stato accolto molto bene...
«Sì, in effetti ci hanno messo un po' ad accettarmi. Ma alla fine molti di loro hanno capito che ero lì per aiutarli, non per fare la maestrina. E l'anno prossimo girerò una seconda edizione in California».

Lei ha cucinato per gli ospiti del premier inglese Gordon Brown durante il G20 dell'anno scorso.
«È stata una bella esperienza, ma faticosa. Quella cucina era piccola e non molto attrezzata, per cui ho lavorato con difficoltà. Ma tutti i commensali hanno gradito le mie portate, compreso Silvio Berlusconi».

*pubblicato su SkyLife n.3-10/2010

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