giovedì 2 febbraio 2012

Il Natale quando arriva arriva

Per esempio, a casa mia il Natale è arrivato quando ormai l'Epifania s'era già portata tutte le feste via. Cioè quando mi sono decisa, io che quest'anno ho avuto il Nonnatale ever, a preparare un (nel senso proprio di unico-e-solo perché non ho cucinato nient'altro che avesse il sapore della festa, ma non vi tedierò sui perché e sui percome), dicevo, un classico della tradizione natalizia campuasciana: il panettoncino di mais. Un classico diventato tale grazie alla pasticceria Lupacchioli, che da generazioni fa felici migliaia di campuasciani con relativi parenti dal 23 dicembre al 6 gennaio.

Una pasticceria che un bel giorno, attorno alla metà dell'Ottocento, si è inventata un liquore per dolci, la crema Milk (come facciano a rendere solubile il latte nell'alcool è uno dei misteri del secolo e se ne andrà, insieme a tutti noi, il 21 dicembre 2012 accompagnato da una sonora e diabolica risata targata Maya), e un altro bel giorno ha sfornato un panettone che del tipico panettone lumbard non ha proprio nulla. Perché il Pannocchio è fatto con la farina gialla (in Molise mais uber alles), con il lievito chimico (che noi c'abbiamo da faticà, mica possiamo aspettare una tripla lietivazione carpiata), con le gocce di cioccolato (che l'uvetta lasciamola ai polentoni). E con il Milk, of course.

Dunque, coerentemente con questo mio personalissimo fuso orario et calendario 2011, eccomi qui, dopo quasi un altro mese, a postare la ricettina del Pannocchio, che a casa mia chiamiamo Panettoncino di mais ma non so perché. Custoditela gelosamente per il gran finale col botto.
E Merry Christmas.

Panettoncino di mais

  • 220 gr. farina bianca 00,
  • 220 gr. farina di mais (possibilmente “fioretto”, che è macinata più fine), 
  • 280 gr. zucchero, 
  • 300 gr. margarina morbida, 
  • 5 uova intere, 
  • 1 bicchierino abbondante di Milk, 
  • sale, 
  • granella di cioccolato q.b., 
  • 1 bustina di lievito vanigliato

Polverizzare lo zucchero al mixer, poi unirvi le uova, la margarina e il liquore; iniziare a lavorare l’impasto, che deve risultare gonfio e vellutato come una crema. A parte, mischiare in una terrina le due farine e un pizzico di sale e far cadere tutto, con la frusta elettrica in movimento, aumentando sempre di più la velocità delle fruste. Solo alla fine, unire il lievito e la granella di cioccolato, mescolando con un cucchiaio di legno. Quando l’impasto è pronto, versarlo in uno stampo (possibilmente dai bordi piuttosto alti, come quelli di carta "da panettone") imburrato e infarinato, e metterlo in forno a 180° per circa 1h; ma è sempre bene controllarlo spesso e fare la "prova dello stecchino". Se dovesse iniziare a colorarsi troppo in superficie senza che il cuore sia ancora del tutto cotto, consiglio di coprirlo con un po’ di carta argentata per evitare che si bruci la calotta. Attendere un po’ prima di sformarlo.