lunedì 18 febbraio 2013

Una cena da Festival

Dunque, l'evento nazionalpopolare per eccellenza è ormai alle spalle. Il concerto dei concerti ha partorito il suo trionfatore. Anche quest'anno, il pubblico italiano in toto è rimasto incollato alla rete ammiraglia per seguire (e commentare) (e criticare) il tradizionale festival dei fiori.

Tralasciando il fatto che era ovvio che gli Elii non avrebbero vinto ma solo sfiorato la vittoria, che io tifavo per Gazzè ma sarebbe stato un vincitore troppo di qualità e troppo poco popolare, che ancora non riesco a credere che dopo Emma-l'amica-di-Maria abbia vinto Mengoni-il-figlio-di-X Factor, io mi chiedo come diavolo hanno fatto i Modà ad arrivare tra i tre finalisti?! Cioè, ripeto, I MODA'. "E poi ti immagini se invece si potesse non morire"?! Ma - come giustamente ha scritto TFM qui - saicheppalle?

Detto ciò, tradizione vuole che non ci sia Sanremo senza un gruppo-di-ascolto almeno una sera. Nel mio caso, si è trattato più che altro di un duo, ma il senso della cosa insomma è quello lì. Dunque, rientrata dal lavoro, ho improvvisato una cenetta come accompagnamento alla serata musicale. O  forse si è trattato del contrario? In effetti non è ancora del tutto chiaro...

Comunque sia, tutto è cominciato dalle zucchine tonde, che già durante il tragitto in metro per tornare a casa penso di fare ripiene di riso e gratinate. Poi, però, mi  ricordo di aver comprato qualche tempo fa il bulgur e mi viene voglia di farlo; così comincio ad allestire una variazione sul tema riso. Ma mentre il bulgur bolle, ravanando in frigo alla ricerca di ingredienti per un condimento adeguato mi rendo conto che il rotolo di pasta sfoglia (pronta) è in scadenza. E piuttosto che buttarla che faccio? Improvviso una torta salata alle verdure, ché tanto pure la panna fresca sta per trapassare. Bene: la quiche è in forno, le zucchine sono scottate, il condimento sfrigola in padella e il bulgur è lessato. Diamine, però! Il bulgur è tipo quadruplicato, come ce lo faccio stare tutto in due zucchine? No panic: se in Sicilia con il riso fanno gli arancini (anzi, le arancine, al femminile), perché io non posso fare con il bulgur delle polpettine? E senza neppure accorgermene, eccomi lì a friggere delle pallotte fatte con mortazza e pistacchi.

In definitiva, in tipo poco più di un'ora, a causa del più classico dell'effetto domino, ho preparato tre portate per un reggimento. E, naturalmente, presi com'eravamo a sfondarci di zucchine, polpettine e sfogliatine salate abbiamo perso tutta la prima parte del Festival.

Zucchine ripiene di bulgur al pomodoro

x 2 persone
  • 2 zucchine tonde
  • 1 tazza di bulgur
  • 10 pomodorini datterino
  • 1 spicchio d'aglio
  • origano secco
  • olio, sale, pepe
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiai di pecorino grattugiato
  • 25 gr. di Asiago
  • burro
Sciacquare sotto l'acqua corrente il bulgur quindi metterlo in 3 tazze di acqua bollente leggermente salata e lasciarlo cuocere per 25 minuti circa, mescolando di tanto in tanto. Intanto, lavare e tagliare il "cappello" alle zucchine, bucherellarle con una forchetta e passarle al microonde alla massima potenza per 8 minuti circa. Scavare le zucchine e tagliare a dadini la polpa ricavata. In una padella ampia, far soffriggere l'aglio in camicia in abbondante olio, quindi aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a metà e la polpa delle zucchine; farli saltare per pochi minuti, giusto per insaporire il "sughetto". Quindi salare, pepare e aggiungere una spolverata di origano. A fuoco spento, eliminare l'aglio e unire anche l'Asiago a tocchetti e il bulgur scolato. Mantecare tutto per bene. Coprire la superficie di una teglia con un paio di cucchiai di olio e un paio di pangrattato, posizionare le due scodelle di zucchina e spolverizzare l'interno con il pecorino. Riempire le zucchine con il bulgur condito, spolverizzare di parmigiano, pangrattato e finire con fiocchetti di burro. Infornare a 200° per 15 minuti circa o finché la superficie non sarà bella dorata e croccante.



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