martedì 5 marzo 2013

Quattro chiacchiere con... Daniela Ferolla

Io ho conquistato il mio uomo con la parmigiana. Volete provarci?*

Lei è originaria del Cilento, culla della dieta mediterranea. E per i sapori del suo Sud ha una vera passione. Tanto che, nonostante i molti anni vissuti a Milano, il suo cavallo di battaglia a tavola era, e resta, il più classico dei piatti napoletani. Infatti Daniela Ferolla, incoronata Miss Italia nel 2001, della sua terra natia ha ereditato soprattutto la solarità: con il suo spirito positivo e il suo sorriso contagioso, l’ex modella non ha solo vinto il celeberrimo concorso di bellezza a soli diciassette anni, ma è riuscita a ritagliarsi il suo posticino in Tv. Su Rai 5 conduce Cool Tour Moda, un programma che ha conquistato subito le simpatie del pubblico. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze, però: nonostante la passione per gli abiti e i trascorsi in passerella, Daniela è quel che si dice “una buona forchetta”. Specialmente di fronte a un piatto di parmigiana di melanzane: «La adoro, per me è irresistibile! Inoltre mi riesce proprio bene e, visto che piace moltissimo anche al mio compagno (Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia, ndr), la cucino spesso», racconta a Nuovo la conduttrice. «Ma sono brava anche nei primi e nelle salse: ogni tanto preparo da sola il pesto, utilizzando il basilico che coltivo sul terrazzo e l’olio della mia terra».

Daniela, tu vivi da tanti anni a Milano però sei molto legata alle specialità del Cilento. Quando sei in cucina, quale delle due tradizioni regionali prevale?
«Senza dubbio quella campana. Quando sono a casa, mi diverto a preparare succulente ricettine al mio compagno oppure organizzo cenette per le mie amiche. Non mi piace andare al ristorante, perché solitamente c’è troppo caos e non si riesce mai a chiacchierare serenamente».

Tu come ti definiresti a tavola?
«Una salutista. Sono molto attenta all’alimentazione e alla qualità dei prodotti che compro. Cerco sempre di acquistare ingredienti biologici, magari a chilometro zero. Non ne faccio un’ossessione, per carità. Ma diciamo che prediligo gli alimenti genuini e freschi. E i piatti fatti in casa».

Sei anche una persona che fa la cosiddetta “spesa ragionata”, stando cioè attenta alle offerte e alle scadenze?
«Naturalmente sì. Anche se ammetto che tendo a risparmiare su altre cose. Preferisco rinunciare a un costoso paio di scarpe o a una borsa griffata piuttosto che privarmi di cibo di qualità. Di recente ho scoperto che nell’hinterland milanese e in Brianza esistono orti da “affittare”: in questo modo è possibile farsi recapitare a casa frutta e verdura fresche, coltivate direttamente da contadini esperti e, naturalmente, prive di pesticidi e di additivi. Quindi ho deciso che lo farò ben presto. Tra l’altro io ho una specie di orto nel Cilento: i miei sono proprietari di una serie di coltivazioni biologiche e, quando vado a trovarli, faccio incetta di prodotti da portare nella mia casa di Milano!».

Il tuo spirito salutista si traduce anche in una particolare filosofia di vita? Segui una dieta vegetariana?
«Assolutamente no. Io adoro la verdura, però non potrei mai rinunciare alle proteine animali, perché il nostro organismo ha bisogno anche di quelle. Piuttosto sono attenta a comprare le uova di galline allevate a terra, tanto per fare un esempio, oppure la carne di provenienza sicura. Il vero pericolo, secondo me, sta nel nutrirsi di prodotti poco sani o di cattiva qualità».

C’è un piatto che ti ricorda particolarmente casa tua?
«Fra tutti, le zuppe di legumi. Forse perché il mio compagno non ne va matto e quindi io le preparo raramente. Però, ogni volta che vado a casa dai miei e sento nell’aria il profumo di ceci o fagioli mi sembra di tornare bambina. Le paste e fagioli di mia mamma e mia nonna sono eccezionali. Tra l’altro, anche se può sembrare strano, loro riescono a farle leggere e digeribili!».

Quindi chiedi consiglio a tua madre quando hai qualche dubbio in cucina?
«Sì, ma anche alla mia seconda sorella maggiore. Lei ha una passione incredibile per i fornelli: quindi capita spesso che io la chiami per chiederle un parere o farmi dettare passo per passo la ricetta di cui ho bisogno. Così mi ritrovo a preparare il piatto durante la telefonata!».

Le chiedi trucchi e suggerimenti più sul dolce o sul salato?
«Lei ha le mani d’oro, ma con i dolci è un vero portento e il suo biglietto da visita è la torta di mele. Glielo dico sempre che dovrebbe aprire una pasticceria! Qualche giorno fa è venuta a trovarmi a Milano e mi ha riempito casa di torte e ciambelle da leccarsi i baffi. Aleggia nell’aria ancora il profumo di limone, che ha utilizzato per preparare una crostata meravigliosa».

La Campania e il Cilento sono famosi anche per i vigneti. Ti ritieni un’intenditrice di vino?
«Purtroppo no. Non amo gli alcolici. Ogni tanto, in compagnia, un bicchiere di rosso lo bevo; ma tendenzialmente non mi piace molto il vino, fatta eccezione per quello dolce. A fine pasto o per accompagnare un dessert, magari mi concedo un buon bicchiere di Moscato. L’enologia comunque mi affascina molto. E anche la cultura che ruota attorno al mondo dei vini è incredibile: ho tantissimi amici che hanno cantine o che magari hanno frequentato un corso per sommelier. Piacerebbe anche a me saperne di più su etichette, cantine e altro ancora. Compenso, però, con la passione di mio padre: lui è un grande intenditore e, ora che è andato in pensione, si dedica molto alla sua vigna. Ogni anno mi chiama per invitarmi al rito della vendemmia e io mi diverto molto ad aiutarlo. Però glielo ripeto sempre: “Basta che poi non conti su di me per la prova-assaggio!”».

*Pubblicato su Nuovo n.1/43


Nessun commento: