martedì 22 ottobre 2013

I miei corzetti hanno un nome

Qualche giorno fa è stato il mio onomastico. Nonostante il mio sangue terrone, l'onomastico non è una ricorrenza che mi sta particolarmente a cuore. In verità, nel periodo dell'adolescenza l'ho festeggiato, ma solo perché avevo trovato un pretesto per fare bisboccia con gli amici del mare.

Al mare a ottobre? No, ad agosto: intorno ai miei 12-13 anni una persona che contava ben cinque "Laure" in famiglia mi aveva assicurato che il mio onomastico fosse il 18 agosto. Ed essendo io nata a gennaio in una cittadina in cui nevica pure a maggio, e avendo dunque vissuto perennemente con la frustrazione di feste di compleanno saltate all'ultimo momento causa bufera di neve, ho deciso che l'onomastico era una figata pazzesca e che meritava una grande festa sulla spiaggia ogni anno. Poi, qualche tempo dopo, qualcun altro mi ha fatto notare, calendario alla mano, che Santa Laura è il 19 ottobre. Indiscutibilmente. E così ho smesso di festeggiare l'onomastico, anche perché nel frattempo mi ero trasferita nella ben più mite Roma e, dunque, i miei b-day party non erano più a rischio annullamento.

Il mio nome, comunque sia, mi piace un sacco. E mi ritengo molto fortunata per questo, perché la maggior parte delle persone che conosco non sono particolarmente felici del nome che mammà e papà hanno scelto per loro. Quando perciò, qualche estate fa, ho ricevuto in dono dalla mitica Edy di Coquinaria un meraviglioso stampo in legno per corzetti, fatto a mano e personalizzato, mi sono sentita particolarmente lusingata. Anche perché mangiare un piatto di pasta col tuo nome inciso sopra dà una certa soddisfazione.

Così, seppur con tre giorni di ritardo, festeggio il mio onomastico con la ricettina (anch'essa di Edy) di una meravigliosa pasta fresca, tipica della tradizione genovese.

E per inciso: nei piani iniziali, mi sarei dovuta chiamare Sara...

Corzetti genovesi
  • 600 gr. di farina bianca 00
  • 5 rossi d'uovo
  • 1 bicchiere di vino bianco tiepido,
  • sale
Impastare la farina con un pizzico di sale e i rossi d'uovo, aiutandosi con il vino tiepido. La pasta va lavorata a mano fino a ottenere una certa consistenza (io però uso il KitchenAid, lo confesso!). Poi va tirata col matterello fino a uno spessore di circa tre millimetri. A questo punto, con il bordo dello stampo si ritagliano i dischetti di pasta che poi vanno "chiusi" e pressati, uno per volta, tra le due parti dello stampo. Infine, vanno infarinati un pochino e distesi su un vassoio ad asciugare.
Come tutta la pasta fresca, i corzetti vanno poi lessati in acqua bollente e salata per qualche minuto: il tempo che salgono a galla. 

Di solito, io li condisco con il pesto, con burro e salvia o con una goduriosissima salsa di noci sempre targata Edy!



2 commenti:

sississima ha detto...

conosco questa pasta, una volta l'ho preparata anche io, un abbraccio SILVIA

Laurella ha detto...

il bello è che io sono una terruncella!! eppure è diventata una pasta tipica di casa mia :-)