domenica 29 settembre 2013

Dolcetto o salatino?

Ci sono tante cose che sei disposta a fare per amore, per spirito di collaborazione, per solidarietà e anche un po' per egoismo, perché magari così ti senti utile e parte integrante di qualcosa che ritieni importante. Una di queste è prenderti in carico il merchandising di una band emergente, occupandoti di gestire l'ordine di magliette e spillette, di allestire il banchetto durante i live e di vendere il più possibile. Magari in fifty-fifty con un'amica, ché è pure più divertente e stimolante.
Ma se l'amica in questione è un'appassionata di cucina come te e ha un food blog come te ed è anche un po' folle come te, il passo da "ci vogliamo pensare noi al banchetto?" a "perché non prepariamo qualcosina da regalare a chi acquista cd o maglietta?" è veramente breve. E così, in occasione della del concerto domenicale a Festoria (Saronno) di El Santo, io e Silvia di Profumo di cose buone ci siamo messe in cucina e abbiamo preparato quattro tipi di biscottini, due io e due lei, da distribuire dopo il live. Io avevo già sperimentato una cosa simile un paio di estati fa (il mio post qui), e ho riproposto i biscottini al cocco e quelli al vinsanto; Silvia, invece, si è occupata di quelli di frolla al cacao e quelli di pasta sablé (il suo post qui). 

Visto che l'iniziativa è stata apprezzata da più parti, abbiamo voluto riproporre la cosa anche in occasione della data al Milano Film Festival. Ma, visto che il concerto si sarebbe tenuto a orario aperitivo, stavolta abbiamo preferito preparare stuzzichini salati. Silvia si è occupata dei salatini al pecorino e di quelli al parmigiano e olive nere, mentre io mi sono data alle ricotta e alle acciughe. Naturalmente, anche in questo caso è stato un successone. Non vi resta, dunque, che venire in massa il 10 ottobre al Biko di Milano per vedere che cosa avremo realizzato per quella data. E, ovviamente, per assistere al concerto di El Santo!

Salatini alla ricotta*
  • 100 gr di ricotta
  • 200 gr. di farina
  • 100 gr. di parmigiano grattugiato
  • 100 gr. di burro ammorbidito
  • sale
  • paprika
  • semi a piacere
  • 1 uovo
Impastare la ricotta con il burro morbido, la farina, il parmigiano, il sale e la paprika. Formare una palla e mettere a riposare in frigo per una mezz'oretta. Passato questo tempo, stendere l'impasto con il matterello e, con l'aiuto di una formina, ritagliare tanti salatini (con queste dosi me ne sono venuti una trentina circa). Spennellare la superficie dei salatini con un uovo sbattuto, cospargere di semi vari (io ho usato cumino, sesamo e papavero) e infornare a 200° a 10-12 minuti al massimo.
*ricetta presa da Coquinaria.it ma non ricordo di chi fosse


Salatini alle acciughe*
  • 55 g di acciughe sott'olio
  • 100 gr. di olive nere denocciolate
  • 115 gr. di pecorino grattugiato
  • 180 gr. di farina
  • 115 gr. di burro 
  • 1/2 cucchiaino di pepe
Tritare al mixer le olive, il formaggio, la farina, il burro a dadini e il pepe fino a ottenere una pasta liscia e omogenea. Formare una palla, avvolgerla nella carta alluminio e mettere a riposare in frigorifero per mezz'ora circa. Stendere la pasta abbastanza sottile su un piano infarinato, quindi con l'aiuto di una formina ritagliare tanti salatini (con questa dose ne vengono quaranta circa). Disporli su una teglia con carta oleata e cuocere a 200° in forno già caldo per 10 minuti circa, finché non si dorano. Trasferire i salatini su una gratella e farli raffreddare completamente. 
*ricetta presa dal libro Stuzzichini (Ed. Gribaudo - Parragon)


Questi salatini si mantengono fragranti per alcuni giorni se conservati in una scatola di latta.



giovedì 26 settembre 2013

Il buongiorno si vede dal mattino: let's waffels

La domenica, soprattutto d'estate, amo alzarmi presto. Non sempre ci riesco, perché mi piace pure ronfare un po' visto che quando posso. Ma se mi sveglio, preferisco tirarmi subito su dal letto e godere delle ore in più che ho a disposizione invece di girarmi e rigirarmi tra le lenzuola nel tentativo di riaddormentarmi. Anche perché, dopo i primi 5 minuti di naturale rimbambimento, al mattino io sono stranamente operativa; anzi, entro in "modalità robottino" ancor prima di mettere sul fuoco il caffè.

Per questo, la domenica mi diverto tantissimo a preparare una colazione con i fiocchi, di quelle che quando sono ospite in un grazioso B&B mi fanno dire "Che bello sarebbe se potessi fare questo, di mestiere: dare un dolce buongiorno alle persone!". Ma vabbè, per ora mi limito a dare il buongiorno a chi amo, per esempio con pancakes e waffels. E al B&B ci pensiamo poi, mh?!

Waffels

  • 125 g di burro a temperatura ambiente
  • 150 g di zucchero
  • 250 g di farina
  • 3 uova
  • 1/4 l di latte
  • scorza di limone grattugiata
  • 1 cucchiaino di lievito
  • sale
In una terrina, sbattere le uova con lo zucchero e la scorza grattugiata del limone; quindi aggiungere anche il burro, continuando a lavorare, e la farina setacciata con un pizzico di sale alternandola al latte. Infine, unire anche il lievito e lasciar riposare il composto per una decina di minuti.

Intanto, imburrare e accendere la piastra per cialde. Io ne ho una elettrica in versione "mini" che mi crea waffels a quadrifoglio (o a cuore, dipende dai punti di vista) e che è questa:




Quando la piastra avrà raggiunto la temperatura, versare un mestolo non troppo abbondante di impasto al centro quindi chiudere con delicatezza facendo in modo che il composto si spanda per tutta la superficie. Lasciar cuocere per 3-4 minuti circa (o comunque fin quando i waffels non raggiungono una consistenza soffice e un aspetto dorato) e staccarli con delicatezza dalla piastra. Procedere in questo modo fino a esaurire l'impasto. Il top è mangiarli tiepidi irrorati di sciroppo d'acero!


venerdì 20 settembre 2013

Un buon San compleanno

Sì, lo so, sono sparita da un po' e no, non è perché sono partita per un'isola deserta "lontano da tutto, lontano da te" come canta Serena Abrami che poi il testo è di Fabi - ma vabbè. 
Il 10 giugno scorso la scena musicale italiana si è arricchita grazie a una piccola perla, "Il topo che stava nel mio muro", disco d'esordio di El Santo

La band, come dicevo nel post precedente, è costituita da amici carissimi, di cui uno un po' più caro degli altri, diciamo così, e negli ultimi tempi sono stata parecchio assorbita dalla promozione di questo progetto che, se alla sesta riga non si era ancora capito, mi sta molto a cuore. Tutto ciò per dire che quella degli ultimi tre mesi è stata un'assenza giustificata. Ma anche per introdurre la torta protagonista di questo post. Perché ok che amo la musica e amo El Santo, ma non per questo ho smesso di amare la cucina!

Si dà il caso, infatti, che domenica scorsa sia stato il compleanno di Girogiò, ovvero *thevoice*, e più mi si intimava di non preparare dolci e allestire feste e più io, naturalmente, mi sono incaponita. E ho realizzato una delle torte di compleanno di cui vado più fiera in assoluto. 

Grazie al solerte e indispensabile aiuto grafico della Tutor, ho innanzitutto realizzato il disegno da stampare su una cialda (nel dubbio, l'ho fatta fare sia in ostia sia in pasta di zucchero da due pasticcerie diverse): che cosa c'era di meglio se non un 45 giri di El Santo per fotografare alla perfezione il momento dei 35 anni del festeggiato? Poi, però, serviva anche una torta da metterci sotto, alla cialda. E visto che a me le cose semplici piacciono poco, ho deciso che sarebbe stata la torta a scacchi di M. Luisa Trapanotto.

Torta Santa
  • 500 gr. farina
  • 250 gr. burro morbido
  • 250 gr. zucchero
  • 125 gr. zucchero vanigliato
  • 4 uova
  • aroma di vaniglia
  • 1 bustina di lievito 
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bicchiere scarso di latte
Per la parte al cacao:
  • 3 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • 3-4 cucchiai di latte
  • 1 cucchiaio di zucchero
Per prima cosa, preparare l'impasto: lavorare a crema il burro con lo zucchero, quindi aggiungere lo zucchero vanigliato, le uova, l'aroma di vaniglia e il sale. Continuare a impastare alternando il latte alla farina setacciata con il lievito. Dividere in due parti il composto (io, per non fare danni, lo peso e divido esattamente a metà) e aggiungere il cacao setacciato, lo zucchero e il latte.


Imburrare e infarinare tre teglie da 24 cm di diametro (io ho quelle specifiche per realizzare questa torta particolare, cioè queste), quindi disponete l'impasto formando tre anelli concentrici, alternandoli tra quelli bianchi e quelli al cacao: se ne otterranno, dunque, due uguali e uno diverso.


Infornare a 170° per 25 minuti circa: fate attenzione a cuocere PRIMA il disco diverso, poi quelli uguali contemporaneamente (in un forno dalle normali dimensioni dovrebbero starci). Questo perché, per fare in modo che i tre dischi aderiscano bene, vanno assemblati ancora caldi quindi è bene "chiudere" il primo, ormai freddo, tra gli altri due appena sfornati. Di solito, non serve aggiungere un "collante", in questo caso però ho spalmato un velo di marmellata di amarene della mutter, giusto per dare un pochino più di gusto al dolce.


Adesso è il momento della copertura: di solito utilizzo una semplice ganache al cioccolato; in questo caso, però, avevo bisogno di qualcosa di più solido che facesse da base allo strato di panna montata necessario a far aderire la cialda decorativa. Ho usato quindi due buste di quella al cacao Paneangeli che, devo dire, il suo dovere lo fa benissimo: fare due "colate" partendo dal centro del dolce e spatolando con cura, ricoprendo tutta la torta bordi compresi (vi svelo un trucco: mettete un foglio di carta forno tra la torta e la gratella dove l'avrete appoggiata; così, potete aiutarvi con la carta stessa a spalmare sui lati la glassa in eccesso, colata dal dolce). 

Aspettare che la glassa solidifichi, quindi montare mezzo litro di panna fredda di frigorifero con un paio di cucchiai di zucchero a velo: formare uno strato di panna sulla superficie, che come dicevo servirà da base per la cialda, e tenere da parte il resto che userete per decorare il bordo.



Il momento più atteso è arrivato: posizionare la cialda sullo strato di panna montata (alla fine ho proceduto con quella di pasta di zucchero, che è già pronta all'uso; quella in ostia, invece, va spennellata con il gel alimentare relativo per renderla più lucida) e farla aderire pigiando delicatamente con i polpastrelli tutta la superficie. Con una tasca da pasticcere, decorare con ciuffetti di panna tutto intorno alla torta. Io ho finito il dolce aggiungendo alcune stelline di zucchero per tutta la circonferenza.

*Et voilà!*

E questo è l'effetto scacchi dell'interno della torta (ahimè stavolta la scacchiera non era proprio perfetta, ma l'idea la dà no?):