giovedì 21 novembre 2013

Ripropongo #06: Strudel salato di mele e finocchi

Chi mi conosce e frequenta casa mia, sa che da un paio d'anni a questa parte non mi mancano mai mele e finocchi. E forse lo sa anche chi è un affezionato di Tavola, perché se non ricordo male ho affrontato l'argomento anche da queste parti. Comunque sia, questi due ingredienti, che prima passavano pressoché inosservati al momento della spesa, adesso in frigo sono onnipresenti e, per variare, ogni tanto cerco di impiegarli in qualche ricetta un po' più elaborata e originale dell'insalata di finocchi e arance o della classica torta di mele - che a me manco piace tanto.

Così, per la rubrica "Ripropongo", ho pensato di postare una ricetta improvvisata delle mie, di quelle che si compongono piano piano e che prendono forma quando apro il frigo, do un'occhiata a cosa c'è e comincio a tirar fuori ingredienti a-caso-ma-che-dai-secondo-me-ci-stanno-bene. Come per questo strudel salato, che mi ha consentito di far fuori mele, finocchi e *gorgonzola sul viale del tramonto* in un colpo solo.

Menzione speciale per la pasta sfoglia pronta della Carrefour: fragrante, spessa e non troppo unta, è superiore a tutte quelle che ho provato finora... lo dico senza timore di essere smentita e no, vi assicuro che non mi hanno assunta alla Carrefour, visto che ultimamente non faccio che parlare dei suoi prodotti! Semplicemente, ogni giorno scopro qualcosa in più che, pur non essendo di marca, è persino migliore dei "fratelli" più famosi. E in tempi di crisi e ristrettezze economiche, il portafogli ringrazia.
Ma pure il palato.

Strudel salato di mele e finocchi
  • 1 rotolo di pasta sfoglia pronta rettangolare
  • 1 mela
  • 1 finocchio
  • 1 manciata di pinoli
  • gorgonzola q.b. (io ne ho messo poco, tipo 6-7 cubetti, perché non lo amo, ma mi è stato detto che ce ne sarebbe andato un po' di più!)
  • pangrattato
  • olio
  • noce moscata
  • sale
Mondare il finocchio, tagliarlo a striscioline e stufarlo con un goccio d'olio e un po' d'acqua (io l'ho cotto al microonde per 2 minuti alla massima potenza). Intanto, pelare la mela, eliminare il torsolo e affettarla a tocchetti. Raccogliere finocchio e mela in una terrina, condire con olio, sale, un pizzico di noce moscata e unire anche i pinoli e cubetti di gorgonzola. Srotolare la pasta sfoglia su una teglia foderata di carta forno, bucherellarla e spolverizzarla di pangrattato quindi trasferire il composto su un lato del rettangolo e chiudere lo strudel arrotolando la pasta sul ripieno con l'aiuto della carta forno stessa. Spolverizzare ancora la superficie con abbondante pangrattato, irrorare con olio e decorare con qualche pinolo. Infornare a 200° per 15 minuti circa. Aspettare che intiepidisca prima di servire.


lunedì 18 novembre 2013

Tu zucca, io zuccona

Con la scorpacciata di funghi che ho fatto in Garfagnana lo scorso weekend potrei essere a posto per tutta la stagione. Ma io, di funghi, non sono mai sazia e quindi non escludo imminenti e succulenti esperimenti a base di prataioli, chiodini, finferli, cardarelle e chi più ne ha più ne metta!

Oggi però voglio concentrarmi su un altro ingrediente che fa subito autunno: la zucca. Vuoi perché il periodo di raccolta comincia a settembre, vuoi perché è un alimento estremamente versatile, vuoi perché la festa di Halloween ormai ha invaso anche l'Italia, la zucca è un vero must di stagione. Un mio must, invece, è la cocciutaggine. Come per esempio quella che ho dimostrato nel voler preparare a tutti i costi muffin alla zucca per l'antipasto del pranzo di Ognissanti (di cui ho parlato anche qui) senza avere la zucca, la ricetta giusta e la mia cucina.

Ma andiamo con ordine. 
Non potendo contare su una ricetta già testata, ho girovagato in rete alla ricerca di qualcosa che facesse al caso mio: ne ho trovata una su un blog che non seguo, ma che mi era sembrato affidabile (ma non vi darò nome e ricetta e tra qualche riga capirete il perché); sono quindi andata a fare la spesa, ma andare al supermercato il 31 ottobre sera non è una grande idea se il tuo obiettivo è un ortaggio che nei giorni precedenti Halloween va letteralmente a ruba. E infatti non ho trovato manco l'ombra di una zucchetta. Avrei dovuto prenderlo come segnale, invece ho ripiegato comprando una vellutata di zucca e carota già pronta della Carrefour.

Il mattino seguente, nella cucina della casa in montagna di Girogiò, mi sono messa a fare 'sti benedetti muffin: impasto liquidissimo, forno che non conoscevo, minuti contati. Risultato... un mezzo disastro! Il sapore non era malaccio e l'accostamento con speck e gorgonzola si è rivelato superlativo. Ma erano flosci e all'apparenza crudi nonostante una cottura di oltre 40 minuti (un'enormità se si considera il tempo medio che è di circa un quarto d'ora!).

Io però, come dicevo, sono una zuccona. Così, il giorno dopo ancora, sfruttando un po' di vellutata che mi era avanzata ci ho riprovato, stavolta utilizzando la mia ricetta dei muffin dolci "rivisitata", il caro e vecchio "Sfornatutto" e una buona dose di ottimismo. Inutile dire che a 'sto giro sono venuti una meraviglia. E di questi sì che vi posto la ricetta!

Muffin alla zucca
  • 210 gr di farina
  • 75 gr di parmigiano grattugiato
  • sale, pepe
  • 1 uovo
  • 175 gr di vellutata di zucca (in alternativa, di zucca stufata con olio e cipolla)
  • 75 ml di olio di semi di soia
  • semi di girasole
  • 1 cucchiaio di latte (se necessario)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1/2 bustina di lievito secco 
In una terrina, mescolare la farina setacciata con il parmigiano, il sale, il pepe, il lievito e il bicarbonato. In una seconda terrina, sbattere l'uovo e miscelarlo con l'olio e la vellutata di zucca: se il composto risultasse troppo denso, unire anche un po' di latte. Versare il composto liquido nella terrina con le "polveri" e sbattere con la frusta per un minuto circa (attenzione a non lavorare troppo l'impasto!).
Riempire 12 stampini per 3/4 della loro capienza, coprire la superficie con una manciata di semi di girasole e infornare a 180° per 15 minuti circa. Aspettare che i muffin si raffreddino prima di sformarli e servire accompagnati da fettine di speck tagliate un po' spesse e un boccone di gorgonzola.




*IL CONFRONTO*
a sinistra il primo tentativo - a destra il secondo

 



mercoledì 13 novembre 2013

Una (crêpe alla) castagna fa proprio autunno

Se c'è una stagione che proprio fatico ad accettare è l'autunno.
Io sono un'amante del sole, del caldo e del mare: quando l'aria comincia a farsi pungente e l'armadio si svuota degli abitini colorati, leggeri e svolazzanti per far posto a pantaloni e maglioni neri, blu e marroni mi viene la morte nel cuore, è più forte di me. Del resto, nella bigia Milano i colori (quelli della natura, non del mio guardaroba!) che cambiano, che virano al rosso e al giallo, si scorgono poco. E quindi addio alla natura poetica e alla stagione romantica.

Un pregio, però, l'autunno ce l'ha anche per me: le castagne. Il profumo delle caldarroste ha il dono di scaldarmi il cuore, così come quello del bosco in generale devo dire. Forse è per questo che amo tanto anche i funghi? O magari è il contrario, chi lo sa: la passione per i funghi e i frutti del bosco mi ha reso più sopportabile, nel tempo, l'idea dell'esistenza dell'autunno.

Comunque sia, castagne e funghi sono stati i protagonisti del primo piatto del mio primo pranzo del mese, quello di Ognissanti, che è stato un po' il pretesto per festeggiare... l'onomastico dei Santi, appunto (chi vuol intendere intenda). Il menu ha previsto anche zucca, noci e uva, ma per ora comincio col postare la ricetta delle mie crespelle, di cui sono particolarmente fiera perché le ho praticamente inventate. O meglio, diciamo che le ho improvvisate, visto che non ho avuto chissà quale intuizione ma l'idea di fondo si è confermata interessante. Inventare è un'altra cosa... ;-)

Crespelle di castagne ai funghi
  • 4 uova
  • 160 gr di farina di castagne
  • 40 gr di farina bianca 00
  • 250 ml di latte
  • 250 ml di acqua
  • sale, pepe
  • paprika
  • 1 cucchiaio di olio
  • 300 gr di ricotta vaccina fresca
  • 300 gr di misto funghi
  • 45 gr di funghi porcini (io ho usato quelli congelati)
  • 1 confezione di panna ai porcini
  • parmigiano grattugiato
  • pangrattato
  • burro
  • timo fresco
  • peperoncino rosso fresco
  • 1 spicchio d'aglio

Per prima cosa preparare le crêpes: sbattere in una terrina le uova con le due farine setacciate e aiutandosi versando, poco per volta, una miscela di latte e acqua. Aggiungere l'olio, un pizzico di sale e una manciata di paprika e far riposare il composto per una mezz'oretta circa.
Passato questo tempo, scaldare una crepiera su fiamma media, versarvi al centro un mestolo di impasto e spargerlo su tutta la superficie facendo ruotare la padella; cuocere la crêpe per qualche minuto e, quando i bordi cominciano a staccarsi, girarla aiutandosi con una spatola e proseguire la cottura per un altro minutino. Procedere fino all'esaurimento del composto (con queste dosi ne dovrebbero venire una dozzina abbondante).

A parte, trifolare il misto funghi in un tegame con lo spicchio d'aglio, un pezzetto di peperoncino e 3 cucchiai d'olio: versare i funghi, insaporirli un po', quindi abbassare il fuoco, aggiungere 1/2 bicchiere d'acqua tiepida (se necessario), incoperchiare e cuocere per un quarto d'ora circa mescolando di tanto in tanto. Unire anche i porcini e cuocere ancora 4-5 minuti, dopodiché spegnere il fuoco, eliminare l'aglio e mettere da parte.

In una terrina, lavorare a crema con un cucchiaio di legno la ricotta con il timo e un pizzico di sale e pepe; aggiungere anche 3-4 cucchiai di parmigiano grattugiato e metà dei funghi trifolati, con anche un po' di sughetto di cottura; amalgamare il tutto e lasciar raffreddare completamente. Nell'altra metà dei funghi, rimasta nel tegame, aggiungere la panna e, a fiamma bassa, mescolare per un paio di minuti.

Imburrare una teglia da forno e formare dei cannelloni con le crêpes disponendo due cucchiai circa di farcia alla ricotta al centro e arrotolando la pasta. Una volta riempita la teglia con i cannelloni, versarvi sopra la panna ai funghi, spolverare di parmigiano e pangrattato e finire con fiocchetti di burro qua e là. Infornare a 180° per 15 minuti circa e servire.


NB: Per una versione più light - si fa per dire! - chiudere a fazzoletto le crêpes con un po' di ripieno all'interno, disporle nella teglia da forno, irrorarle di burro fuso e parmigiano e passarle al grill per una decina di minuti (è la versione nella foto in testa al post, ma ammetto di aver fatto così, con quelle che erano avanzate dal pranzo, solo perché avevo finito la salsina a base di panna e funghi!).


domenica 10 novembre 2013

Dinner4Five 5.0: pasticcio di polenta e funghi

Venerdì.
Sarò onesta. L'ultima sera della sfida ho avuto un impegno improrogabile che non mi ha consentito di cenare a casa: il bar di famiglia di una mia cara amica avrebbe inaugurato una nuova fase di vita, ovvero l'apertura serale nel weekend, e io non avrei potuto mai e poi mai mancare all'evento per dare il mio in bocca al lupo personale. Quindi, la verità è che il venerdì non ho preparato niente.

So che non è la stessa cosa, ma ho pensato di scrivere comunque un post con quello che avrei cucinato se fossi stata a casa. Essendo rimasta quasi all'osso con gli ingredienti, l'ideuzza di una polentina serpeggiava si era affacciata già dal giorno prima, anche perché tra le cose che non mancano mai in casa mia c'è la farina di mais. Sono una terrona che ama la farina gialla, sì, ma la cosa non è strana: noi molisani la utilizziamo per fare la tradizionale pizza di granone, che si usa a sua volta per preparare la pizza e minestra (la ricetta qui).

In questo caso, se non fossi andata in quel di Gallarate subito dopo il lavoro, ecco quello che avrei preparato per l'ultima cena della sfida, la numero 5. E... sì: oggi sono finalmente andata al supermercato e ho fatto più di 70 euro di spesa, yuppi ye!


Pasticcio di polenta e funghi
  • 600 ml di latte intero
  • 130 gr di farina di mais
  • 250 gr di mix di funghi (io avevo una busta congelata)
  • mentuccia, salvia
  • sale, pepe
  • burro
  • olio
  • 1 spicchio di aglio
  • pecorino grattugiato
Cuocere la polenta nel latte bollente salato (risulterà un po' meno densa della solita consistenza). A parte, rosolare in olio, aglio e scalogno affettato a velo il mix di funghi (ancora meglio se c'è anche qualche porcino); aggiungere anche gli aromi, salare e pepare. Abbassare la fiamma e cuocere per 15-20 minuti, con il coperchio e aggiungendo un paio di cucchiai di acqua se necessario. 
Imburrare una pirofila, coprire con la polenta (versata in maniera uniforme e ben livellata), cospargerla con i funghi trifolati e il formaggio grattugiato; aggiungere qualche fiocchetto di burro e gratinare al forno a 200° per 6-7 minuti.


venerdì 8 novembre 2013

Dinner4Five 4.0: polpettone di tonno

Giovedì.
Lo ammetto, ci ho preso gusto. Quasi quasi mi vien voglia di tirare avanti un'altra settimana! Ma non esageriamo...
Questa sera ho approfittato del fatto che Girogiò avesse un impegno fuori a cena per cucinare una delle pochissime cose che non gradisce molto (e che a me, invece, fa impazzire): il polpettone di tonno.

Di solito, tendo a farlo d'estate perché trovo che sia un secondo piatto fresco, gustoso, abbastanza leggero e versatile: quando avanza qualche fettina, per esempio, mi ci faccio un sandwich con tanto di maionese e capperi da mangiare in terrazza col mare davanti. Una goduria! In questo caso, chissenefrega della temperatura attuale di 15° di media: gli ingredienti cominciano a scarseggiare, il tonno in scatola in dispensa non manca mai e ho una sfida da portare avanti.

Per accompagnarlo, ho pensato a un semplicissimo purè, visto che anche il latte non manca mai (ho l'abitudine di avere sempre qualche brick di latte intero uht in dispensa per cucinare) (anche perché, a colazione, io bevo quello fresco parzialmente scremato). Inizialmente avevo pensato di preparare le patate duchessa come accompagnamento, ma ci sarebbe voluto troppo tempo e c'era la terza puntata di X Factor 7 ai box di partenza.

Polpettone di tonno su letto di purè

Ingredienti x2
  • 200 gr di tonno sott'olio sgocciolato
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di pecorino grattugiato (ci andrebbe il parmigiano, ma lo avevo quasi finito!)
  • 1 uovo intero + 1 albume
  • mix aromatico di spezie piccanti (che avevo preso a Istanbul) (facoltativo)
  • sale
  • 450 gr di patate
  • 200 ml di latte
  • 25 gr di burro
  • 25 gr di parmigiano grattugiato
Tritare finemente il tonno, ben sgocciolato, al mixer quindi unire anche il pangrattato, il formaggio grattugiato, le uova il sale e, volendo, le spezie. Impastare il tutto (la consistenza sarà un po' più morbida del classico polpettone di carne), trasferire su un foglio di alluminio e, aiutandosi appunto con la carta, formare un salsicciotto. Avvolgerlo nell'alluminio, sigillare i bordi e immergere il polpettone in acqua bollente, lasciandolo cuocere per 20 minuti circa. Scolarlo e lasciarlo chiuso nella carta finché non si raffredda; a quel punto, liberarlo dall'involucro di alluminio e affettarlo su un tagliere. Il consiglio è quello di pulire spesso il coltello, così da ottenere fette il più possibile regolari e definite.



Per il purè, il procedimento classico per prepararlo è quello di lessare le patate in acqua bollente, schiacciarle, trasferirle in una casseruola sul fuoco insieme al latte e cuocere sbattendo finché non diventa una crema morbida e omogenea; aggiungere il burro e il sale e, infine, il parmigiano. 
Per accelerare i tempi, io ieri l'ho fatto col Bimby: ho messo le patate a rondelle (crude) nel boccale con il latte e il sale e ho lasciato cuocere, con la "farfalla" inserita, per 25 minuti; dopodiché ho tolto la "farfalla", ho aggiunto burro e parmigiano e ho frullato per una ventina di secondi. Risultato garantito.

Bon appétit!


giovedì 7 novembre 2013

Dinner4Five 3.0: burger di ceci

Mercoledì.
Si incomincia a ingranare. Galvanizzata dal fatto che il mercoledì è la giornata del calcetto (e dunque si cena al ritorno di Girogiò, cioè non prima delle 21.45), e consapevole di avere un po' più di tempo per allestire la cena, sono arrivata a casa già con un'ideuzza.

Ricordavo di avere da qualche parte un barattolo di lenticchie già lessate, di quelle per le emergenze... Io adoro i legumi ma tendo a cucinarli nel weekend perché puntualmente al mattino ma dimentico di metterli a bagno. Così, ogni tanto compro un vasetto di quelli pronti, che "ripasso" con un soffrittino, aggiungo a un impasto o utilizzo per una pasta rapida.

L'idea era quella di fare delle polpettine di lenticchie un po' orientaleggianti. Peccato, però, che di lenticchie pronte nella mia dispensa non vi fosse manco l'ombra. Invece, nell'ultimo ripiano in alto, nascosto tra un vasettone di miele e buste di funghi secchi, ecco fare capolino un barattolo di ceci pronti. Poco male, sempre di legumi si tratta!

Come contorno avevo previsto un'insalatina a base di valeriana, radicchio, pompelmo e senape, ma l'errore è stato pelare a vivo il pompelmo senza prima essermi accertata che l'insalata fosse mangiabile: apro la busta (sì, compro quello in busta lo ammetto!) ed era tutta marcia. Ho rimediato con un riso al limone e, non avendo pane in casa, ho impostato al volo qualche piadina. A parte l'odore di fritto che fa una certa fatica a disperdersi ancora oggi, devo dire che a 'sto giro sono soddisfatta.

Mini burger di ceci su riso al limone e cumino
Ingredienti x2
  • 1 barattolo di ceci già cotti
  • 1/2 spicchio di aglio
  • 1/2 cipolla 
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 1 cucchiaino di coriandolo
  • 2 cucchiaini di farina di kamut + extra per infarinare
  • sale, pepe
  • olio di semi di arachide
  • 2 pugni di riso Jasmine
  • buccia grattugiata di 1/2 limone
  • 1 cucchiaino di lemon grass
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • olio extravergine d'oliva
Mettere a bollire abbondante acqua salata per lessare il riso. Intanto, in un mixer, frullare i ceci sgocciolati e sciacquati con l'aglio, la cipolla, il sale, il pepe, le spezie e la farina e ottenere così un impasto abbastanza omogeneo. Lasciar riposare una mezz'oretta abbondante. Passato questo tempo, formare 4 mini burger, passarli nella farina di kamut e friggerli per qualche minuti in abbondante olio bollente, fino a farli dorare per bene. Trasferirli su carta assorbente per eliminare l'unto eccessivo e salarli.
Nel frattempo, cuocere il riso per 10-12 minuti quindi scolarlo e trasferirlo in una terrina; unire l'olio, la buccia grattugiata del limone e le spezie e mescolare per bene.
Con l'aiuto di un coppapasta, formare un "tortino" con un primo strato di riso, ben pressato, e un secondo con il mini burger, che si può condire a piacere con una spruzzata di ketchup.



Piadine
Ingredienti x4 pezzi
  • 200 gr di farina
  • 100 ml di latte tiepido
  • 40 gr di strutto (sì, ho lo strutto in frigo!)
  • 1 cucchiaino scarso di sale
  • 1 cucchiaino scarso di bicarbonato
Impastare tutti gli ingredienti formando una palla liscia, elastica e omogenea. Lasciarla riposare, coperta da una terrina rovesciata per una mezz'oretta, quindi tirare quattro dischi piuttosto sottili e cuocerli in una padella (io uso la crepiera) ben calda: bucherellare la superficie e, quando cominciano a formarsi le bolle, girare la piadina sull'altro lato e continuare la cottura per un altro minutino.



Bon appétit!


mercoledì 6 novembre 2013

Dinner4Five 2.0: rotolo di frittata farcito

Martedì.
Dopo i risultati alquanto *tristanzuoli* del primo giorno, la sfida in corso comincia a dare i suoi primi frutti. Ieri sera è arrivata piuttosto in fretta, visto che sono rientrata di nuovo tardi, ma con un po' di buona volontà e l'obiettivo di non mettermi a tavola alle 22.00, qualcosa per la cena l'ho messo insieme.

Ho aperto il frigo e le prime cose che ho visto sono state, nell'ordine: un cespo di puntarelle che erano lì da un po' e che gridavano "pietààààà Lauuuuu mangiaciiiii"; un sacchetto di carote quasi intero; numerose uova. Come una moderna MacGyver della cucina, in cinque minuti ho adocchiato qualche altro ingrediente che mi avrebbe fatto comodo, composto il menu e cominciato a spignattare.

Dopo un'oretta ho messo nel piatto un rotolo di frittata farcito accompagnato da carote in agrodolce e insalatina di puntarelle alla romana. Una cena semplice, ma soddisfacente. E stasera prometto che farò qualcosa di ancora più sfizioso.


Rotolo di frittata farcito




Ingredienti x2
  • 3 uova
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiai di pecorino grattugiato
  • sale, pepe
  • 2 dita di latte
  • timo fresco
  • 4 sottilette
  • 5 fettine di salume a scelta (io ho usato quello che avevo in casa: lonza e coppa)
In una terrina, sbattere le uova con il sale, il pepe e il timo. Aggiungere il formaggio grattugiato e un po' di latte, quindi amalgamare bene il tutto e versare in uno stampo (possibilmente quadrato e dai bordi bassi) foderato con carta forno. Infornare per 15 minuti circa a 180°, modalità ventilato. Probabilmente, la frittatina si gonfierà: basta bucarla con una forchetta e tornerà piatta come una tavola da surf.
Una volta cotta, sformare con delicatezza la frittata su un tagliere foderato di nuova carta forno, coprire la superficie con le sottilette e l'affettato scelto (facendo attenzione a concentrare la farcitura nel centro, senza arrivare ai bordi) e arrotolare piano piano, aiutandosi con la carta forno che fa da base. Chiudere il rotolo nella carta forno, sigillare i bordi e rimettere in forno per altri 5  minuti, il tempo che il formaggio fonda. Aspettare quindi che si intiepidisca prima di tagliare a fette e servire.


Carote in agrodolce

  • 300 g di carote
  • 100 ml di aceto di vino rosso
  • 200 ml di acqua
  • 2 cucchiai di olio + extra per condire
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 spicchi d'aglio
  • pepe
  • prezzemolo
In una casseruola, mettere l'acqua, l'aceto, il sale, lo zucchero, l'olio e l'aglio e portare a ebollizione. Unire le carote, pelate e tagliate a rondelle di circa 2 mm, e aspettare finché riprende il bollore; a questo punto, abbassare la fiamma, incoperchiare e lasciar cuocere per un quarto d'ora. Passato questo tempo, scolare le carote dal liquido di cottura, trasferirle in una zuppiera e condirle con olio a crudo, pepe macinato al momento e una spolverata di prezzemolo. L'ideale sarebbe preparare questo contorno in anticipo, perché va gustato freddo. A me è bastato mettere la zuppiera sul davanzale per un quarto d'ora: essere in pieno autunno avrà pure qualche vantaggio!




Puntarelle alla romana

  • 1 cespo di puntarelle
  • 3 alici sott'olio
  • olio
  • sale, pepe
  • qualche goccia di limone
Sfilettare le puntarelle con l'apposito strumento oppure con un coltellino appuntito: si parte dalla base (la parte più dura va eliminata) e si fanno tante incisioni verticali in modo da ottenere listarelle sottilissime. Tenere le puntarelle in ammollo in acqua ghiacciata con qualche goccia di limone, in modo da farle arricciare. Nel frattempo, emulsionare l'olio, il sale, il pepe e le alici sminuzzate per realizzare il condimento. Scolare le puntarelle e condirle con la salsina di alici.

Bon appétit!



martedì 5 novembre 2013

Challenge #06: Dinner4Five ovvero Cinque cene svuotafrigo

Come avevo preannunciato ieri sulla pagina Facebook di Tavola, lo scorso weekend è stato all'insegna di grandi riflessioni. Tipo che vorrei arricchire il blog, che mi piacerebbe mettermi alla prova con più costanza e, soprattutto, che spendo troppo al supermercato. Tutte queste cose insieme mi hanno fatto venire un'idea malsana: non fare la spesa fino a sabato e sopravvivere con quello che frigo, freezer e dispensa mi offrono. Senza trucchi né inganni, ma appellandosi solo a fantasia e semplicità.

Le riserve scarseggiano, visto che ho sbrinato il freezer di recente e che ho passato in montagna lo scorso fine settimana (bucando dunque la classica spesa del sabato); ma le risorse possono essere molto più di quelle "apparenti": basta solo affinare l'arte di arrangiarsi e dare libero sfogo alla creatività - mi son detta. 

Tutto vero.
Basta crederci.

Lunedì.
Diciamo che la sfida non è partita proprio col botto, dal momento che ieri sera sono rientrata tardissimo dal lavoro, stanca e arrabbiata e amareggiata come da tempo non mi capitava. Insomma, non ero dell'umore giusto per mettermi ai fornelli e sperimentare. Avrei voluto solo farmi una doccia, infilarmi la tuta e spegnere il cervello. E niente, mi sono giocata subito l'unico bonus che il frigo mi metteva a disposizione: un minestrone pronto della Carrefour proprio *come lo farei io*. Cominciamo benissimo.

Attendo trepidante di raccontarvi della cena del martedì, a questo punto.
Giuro che non mi farò latte e cereali... (lo prometto, dai)