mercoledì 8 gennaio 2014

Ostie e pepatelli (fanno i figli belli)


Non ho una regola sul titolo di un post. A volte arriva solo quando ho finito di scrivere tutto quello che ho da dire, altre è la prima cosa che butto giù e che ispira il post stesso. In questo caso, è arrivato prima il titolo, che mi ha immediatamente riportato alla mente un famoso detto molisano che recita: Mazz' e panell' fann 'e figl' bbell', panell' senza mazz' fann 'e figl' pazz'. Saggezza popolare che invita i genitori a dare il pane ai propri figli per farli crescere belli, ma anche qualche "lezioncina" per farli rimanere sani.
Francamente non ho ancora ben capito se sono d'accordo o no. Forse sono ancora troppo giovane per pensarmi genitore e troppo cresciuta per sentirmi ancora figlia da forgiare. 

Di certo, c'è che il buon cibo fa vivere meglio e che la cucina è un ottimo modo per tenere insieme la famiglia e per riempire la casa di gioia. In questo senso, il Natale ne è l'emblema ed è per questo che, nonostante ormai le mie festività siano lontane anni luce da Campobasso (e non solo dal punto di vista prettamente chilometrico, diciamo), non riesco mai a fare a meno di riempire la mia casa milanese del profumo di dolcetti tipici molisani. Quest'anno, spinta anche da Girogiò, mi sono addirittura cimentata in due nuove sperimentazioni fatte in casa: i pepatelli e le ostie ripiene.

I primi sono biscotti che ricordano molto i più noti cantucci toscani, ma hanno due particolarità: l'impasto prevede abbondante pepe (come dice il nome stesso!) e... sono duri come marmo! Tanto che in dialetto vengono anche chiamati "stoccadiente", cioè *spezzadenti*. 

I secondi sono dolcetti tipici di un paese in provincia di Isernia, Agnone, noto anche per i suoi confetti e per l'Antica Fonderia Marinelli, la più nota fonderia italiana specializzata in campane. Si tratta di di vere e proprie ostie, tipo quelle usate per l'eucarestia per intenderci, ma più grandi, realizzate in casa con un apposito "ferro" e farcite con un composto a base di miele, frutta secca e cioccolato. Ogni casa di Agnone conserva gelosamente, magari appesi alle pareti, questi speciali arnesi a forbice che di solito hanno inciso sopra un marchio con cui le singole famiglie contrassegnano le proprie ostie. Io, non disponendo del "ferro", le ho comprate già fatte in farmacia ma purtroppo le ho trovato solo in versione mini (6 cm di diametro, mentre servirebbero almeno quelle da 10 cm).


Pepatelli*
  • 1.250 kg di farina 00 
  • 1 kg di miele
  • mandorle sgusciate a piacere
  • cannella in polvere
  • 3 arance
  • chiodi di garofano
  • pepe
  • 10 gr di ammoniaca per dolci sciolta in poco latte tiepido (se si preferiscono un po' più morbidi!)

Disporre la farina a fontana, incorporare il miele sciolto a bagnomaria, le mandorle intere tostate in forno caldo e la scorza delle arance. Unire anche i chiodi di garofano tritati, la cannella, il pepe macinato al momento e impastare delicatamente, lavorando il composto fino a renderlo liscio ed elastico. Ricavare tanti filoni della larghezza di 7 cm, disporli sulla placca da forno oleata e infarinata e cuocerli a 200° per circa 30 minuti. Sfornare i pepatelli e, ancora caldi, tagliarli con un colpo netto a fette della larghezza di 1cm. Quindi infornarli di nuovo per pochi minuti.



Ostie "richiene" di Agnone*

Per le ostie: 
  • 1l di acqua
  • 500 gr di farina 00
  • 1 cucchiaio di olio di oliva
  • sale

Per il ripieno: 
  • 750 gr di miele
  • 500 gr di zucchero
  • 500 gr di cioccolato fondente
  • 100 gr di cacao amaro 
  • 500 gr di mandorle sgusciate
  • 700 gr di gherigli di noce
  • cannella
  • 1 arancia
  • 1 limone
Far sciogliere il miele a bagnomaria e quando sarà diventato di un bel colore ambrato unire lo zucchero, il cioccolato tritato grossolanamente e il cacao. Mescolare bene facendo bollire qualche minuto quindi aggiungere le mandorle e le noci tritate, amalgamare il tutto con un cucchiaio di legno e far insaporire per dieci minuti. Togliere dal fuoco, aggiungere una spolverata di cannella e una grattata di scorza degli agrumi e, quando il composto sarà tiepido, stenderlo su un'ostia e coprire con un'altra a "sandwich". Procedere così fino a esaurimento degli ingredienti.

Se si vuole provare a fare le ostie in casa, basta impastare delicatamente gli ingredienti relativi e cuocerle sul fuoco, una mestolata per volta,  nell'apposito "ferro". Fate attenzione perché sono fragilissime!


*ricette prese dal libro "La cucina molisana" di A.M. Lombardi e R. Mastropaolo

Nessun commento: