giovedì 6 febbraio 2014

Gialla come er sole, rossa come er core mio

Tra tre giorni si giocherà il 140° derby della Capitale. In effetti, in tutto questo tempo, mi rendo conto solo ora di non aver mai fatto cenno qui su Tavola alla mia fede calcistica, che poi è l'unica possibile: quella giallorossa. Nella mia famiglia, il calcio non è mai stato oggetto d'interesse. Gli uomini di casa, il boss e il bro, sono sempre stati appassionati di basket per cui, al di là di qualche incontro ai Mondiali, del calcio non ci è mai fregato una benemerita.
Finché, in adolescenza, non mi sono accorta che il tifo era qualcosa di serio, che il calcio è prima di tutto un gioco e che può essere a suo modo interessante pur essendo fin troppo popolare.

All'epoca ero circondata da milanisti e juventini - anche perché a Campobasso che volete che si tifasse negli Anni '90? Però, il mio ragazzo di allora era stranamente romanista. Una mosca bianca, anzi giallorossa, in mezzo a una massa informe e con scarso spirito critico. Non abituata a soffrire. Sì perché quelli erano gli anni di Zeman e la Roma aveva uno splendido gioco ma di risultati concreti manco l'ombra. A me Zeman è sempre stato simpatico. Di una simpatia strabordante. E poi mi faceva quasi tenerezza nelle interviste post-partita. Così, a dispetto di quel che si potrebbe pensare, sono diventata romanista per amore suo più che per amore del fidanzato di allora.

Poi è arrivato don Fabio Capello, uno scudetto indimenticabile vissuto coi romanideroma e grandi sogni di gloria. Oggi mi limito a spulciare risultati e classifica generale perché da qualche anno ho cominciato a provare un'amara disaffezione per il calcio tutto. Ma il derby è sempre il derby. Prescinde dal calcio, è cuore. L'andata l'ho vista, per casualità, proprio a Roma e abbiamo vinto 2-0. Il ritorno, vedremo. Intanto, in onore della Magica, vi posto una ricettina che più romana nun se po'!

Gnocchi alla romana

  • ¾ l. latte 
  • 250 gr. semolino 
  • 1 tuorlo
  • 1 pizzico di sale 
  • 1 noce di burro 
  • 50 gr. parmigiano + 2 cucchiai extra per spolverare
  • salvia
Versare a pioggia nel latte bollente il semolino, il sale e il burro. Cuocere per 30 minuti mescolando. Alla fine, unire il parmigiano. Stendere il composto su un vassoio bagnato (o su un foglio di silicone)e formare un rettangolo alto circa un dito. Farlo raffreddare, quindi ricavare dei dischetti tutti uguali aiutandosi con un coppapasta o con un bicchiere. Imburrare una pirofila, disporre le rondelle di semolino leggermente accavallate quindi distribuire fiocchi di burro, parmigiano e foglie di salvia. Qualche volta, per rendere gli gnocchi ancora più saporiti, io aggiungo anche uno strato di sottiletta e cubetti di pancetta affumicata. Infornare per 20 minuti a 200°.


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