martedì 4 novembre 2014

Storie di maialini coraggiosi, latte e involtini


In collaborazione con O Bissi Boi

Questo non è un post per vegetariani. 
Il secondo avvertimento è che la penna di O Bissi può essere impudente, impertinente, caustica e dannatamente divertente. E a me piace anche per questo. Così, visto quanto ci siamo divertite col nostro primo esperimento di post a quattro mani, abbiamo deciso di replicare, stavolta con una "storia a comando". Qualche giorno fa, ho sottoposto a O Bissi 3-4 ricette che avevo in serbo di pubblicare su Tavola e lei ha scelto quella che aveva solleticato di più la sua fervida immaginazione per costruirci sopra un piccolo racconto. 

Il fatto che a ispirarla fosse stato un piatto a base di maiale, a essere onesti,  un filo di timore me lo aveva generato. E in effetti il racconto, a una prima lettura, può sembrare… come dire, un po' crudele. Ma provate a immaginare una "versione Peppa Pig" del Maialino Coraggioso protagonista di questa storia e penserete che, in fondo, esiste ancora una giustizia divina a questo mondo. E lo penserete leccandovi i baffi.

Ah, dimenticavo: ricette di involtini di lonza di maiale ce ne sono tante in giro per il web, lo so bene. Ma ci tenevo comunque a darvi la mia personale versione, che trovate dopo il racconto di O Bissi.

Il maialino si sentiva un po' Babe, The Brave Porky (andiamo a memoria, il titolo originale sarà stato più poetico) e pensava mi avrebbe convinta a tenerlo qui, con me e il mio Menestrello del Cuore, a trascorrere le serate a guardare telefilm e leggerci nella mente i pensieri più sconci di fine giornata. Ma il maialino non sapeva, dolce e succulentissimo maialino, che sia io che il Babylove siamo carnivori. E che gli animali ci piacciono, in tutte le salse.

È stata dura, lo ammetto, doverlo convincere a stendersi sulla teglia. «È
 un nuovo tipo di letto Ikea, ti ci spalmi sopra e dormi come non mai. Provalo, tesorino».

Il maialino - che stupido non era - continuava a mantenere le debite distanze e indietreggiava.
Allora il geniaccio che è in me, ha rispolverato un evergreen trabocchetto, che mia madre usava quando ero ricciolina e poco più bassa di ora (*risate*).

«Maialino, non mi credi? Guarda, ti ho preparato persino il latte caldo, che serve per farti addormentare e farti fare sogni tranquilli. Assaggia un po', vedi se scotta. Vie' qua, jamme su».

Sapevo di averlo in pugno, al latte non resiste nessuno. 
E la sera, a cena con gli amici e il mio Amore, un fi.gu.ro.ne che scansate.

Involtini di maiale al latte
  • 10 fettine di lonza di maiale
  • 7-8 fette di prosciutto crudo stagionato
  • 7-8 fettine sottili di scamorza o Galbanino
  • salvia fresca
  • mix insaporitore per arrosti
  • olio, burro
  • 1 spicchio d'aglio
  • latte q.b.
  • pepe in grani
Battere leggermente con il batticarne le fettine di maiale e stenderle su un foglio di carta forno. Disporvi sopra circa 1/2 fetta di prosciutto e 1/2 di formaggio, un paio di foglie di salvia al centro e arrotolare, chiudendo gli involtini con uno stuzzicadenti. "Massaggiarli" con gli aromi per arrosto e tenerli da parte. In un'ampia padella, fondere una piccola noce di burro in un paio di cucchiai d'olio. Unire anche lo spicchio d'aglio sbucciato e farlo dorare. Rosolarvi gli involtini di maiale, girandoli su tutti i lati, quindi unire anche il latte: il liquido deve coprirli per metà. Abbassare la fiamma, coprire con il coperchio e lasciar cuocere per 10-12 minuti o comunque fin quando il latte non si sarà rappreso quasi del tutto. Mi raccomando, non salare perché di solito gli insaporitori già pronti hanno anche il sale e comunque il prosciutto crudo ha una sua sapidità. Servire subito, magari con una spolverata di pepe macinato al momento e un po' di insalatina mista di contorno.


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