giovedì 6 novembre 2014

Un pizzico di noce moscata. E di fortuna

Vi capita mai di comprare un libro solo perché attirati dal titolo? A me sin da quando ero una ragazzina, forse perché - lo ammetto - ho un bonus non da poco: sono nata e cresciuta in una libreria. Ho passato moltissimi pomeriggi a curiosare tra gli scaffali del negozio del Boss, guardando le copertine, annusando le pagine, sfogliando ogni libro che attirasse la mia attenzione per leggere le prime righe e capire quali e quante emozioni mi dava.

C'è stato un periodo, ero alle medie forse, in cui addirittura "rubavo" i libri che più mi incuriosivano e me li portavo a casa dove, sotto le coperte, li divoravo in un paio di notti MA stando ben attenta ad aprirli piano piano, al massimo di 45°, per evitare di rovinarli. Sì, perché poi li riportavo in libreria e li rimettevo al loro posto, senza dare troppo nell'occhio. Quando il Boss lo ha scoperto, però, si è un filino arrabbiato e ho dovuto cambiare abitudini. Ed è così che ho cominciato a scegliere libri *a scatola chiusa*, con la promessa tra me e me che una volta scelto un titolo avrei dovuto arrivare fino in fondo al libro, che mi piacesse oppure no. Qualche fregatura l'ho presa, naturalmente, ma in generale l'istinto non mi hai mai delusa.

Da quando vivo a Milano e dedico meno tempo alla lettura, però, lo faccio meno. Scegliere libri in base al titolo, dico. Tuttavia ho notato che, quando accade, spesso è perché ha un qualche legame con la cucina o il cibo in generale. È così che qualche tempo fa mi è capitato tra le mani il romanzo di Maria Goodin Felicità è un pizzico di noce moscata

Un titolo dalla dolcezza incredibile, carico di ottimismo, che sapeva di buono. "Appena nata, Meg sapeva di noce moscata. Da piccola era così dolce che le bastava intingere un dito nel tè per zuccherarlo. Suo padre era un famosissimo chef, morto mentre preparava una gigantesca torta alle ciligie". Mi è bastato leggere la quarta di copertina per decidere di comprarlo. E ho fatto bene. Anche se non mi sarei mai aspettata che tra quelle pagine avrei trovato, oltre a descrizioni di piatti incredibili e profumi inebrianti e consistenze magiche e nomi di piante aromatiche o fiori commestibili, una storia di un'intensità disarmante. Il complicato rapporto tra una madre e una figlia. Tra il potere dell'immaginazione e la forza della razionalità.

Un libro bellissimo, che sono davvero felice mi sia capitato tra le mani. E che vi consiglio.

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