mercoledì 8 aprile 2015

Viva la pappa!

Le prime volte, un po' come gli esami, non finiscono mai. Domenica scorsa, per esempio, sono stata catapultata nel magico mondo delle mamme per il tempo di un pranzo. Sì, perché finalmente la piccola mascotte della Family ormai ha passato l'anno di vita e ha cominciato finalmente a mangiare -più o meno- come un essere umano dotato di denti e gusto. Potevo forse farmi scappare l'occasione di prepararle con le mie manine d'oro un pranzetto tutto per lei? Certo, per rimpinzarla di dolci e manicaretti d'ogni sorta mi tocca aspettare ancora un po', ma sono fiera di poter dire che il primo pasto completo (primo + secondo, acqua, caffé e coperto compresi nel prezzo) gliel'ho cucinato io!

Ma come ciascuna prima volta che si rispetti non è stato facile. Naturalmente innanzitutto ho chiesto le info base a mamma Fifì, se non altro per salvarmi la pellaccia dalle ritorsioni fisiche per eventuali errori imperdonabili (il SALE? Bandito! l'OLIO? A crudo! I LEGUMI? Solo al posto della carne!). L'entusiasmo per la novità e il sapore della sfida hanno lasciato ben presto il posto a un'autentica ansia da prestazione. Per dirla come i ggggiovani... Sono andata in sbattimento totale.

È vero, avrei potuto vincere facile e giocare la carta del "già provato" ma poi che gusto ci sarebbe stato? Allora ho cominciato a studiare: che cosa mangiano i bambini più volentieri? Il punto era che non potevo mica correre il rischio di lasciare a digiuno la principessa del mio cuor. Senza considerare ovviamente che un suo rifiuto della mia pappa mi avrebbe allontanato per sempre dai fornelli, spingendomi a cospargermi il capo di pepe, scappare via per la vergogna e rifugiarmi là sui monti con Annette dove il cielo è sempre blu. Dopo aver spulciato un po' di siti specializzati e lavorato di fantasia cercando di metterci del mio, piano piano il menu ha preso forma: per lei pastina alla zucca e trita di manzo con cavolo romanesco (qui ho voluto rischiare, ma mi sono fidata dell'istinto che mi diceva di considerare la dolcezza irresistibile della varietà del romanesco), per noi crêpes di grano saraceno ai funghi e polpette. 

Alle 12.30 è arrivato il momento dell'assaggio. È stato il più emozionante della mia vita, neanche fossi davanti al trittico delle meraviglie Cracco-Barbieri-Bastianich: abbiamo dovuto aggiustare la consistenza della carne, ancora troppo "strana" al suo palato e quindi gliel'ho frullata un po'; ma quando ha cominciato a leccarsi letteralmente le dita ho capito di aver superato la prova! Poi, qualche ora dopo, ha assaggiato finalmente l'acqua e ha fatto pure tre passetti da sola.

Insomma, cari miei, Lau e Bea si portano a casa un vero en plein e fanno a tutti "ciao ciao" con la manina. A quando il prossimo FamilySundayLunch?


Pastina alla zucca
  • 40 gr di stelline
  • 100 gr di zucca 
  • 1 formaggino Mio
Lessare la zucca tagliata in pezzi regolari in acqua bollente per circa 15 minuti. Scolarla, conservando l'acqua di cottura, e frullarla insieme al formaggino e a un cucchiaio d'acqua (se il composto dovesse essere troppo denso). Nella stessa acqua di cottura lessare anche la pasta, quindi scolarla, condirla con la crema di zucca e servire.




Trita con cavolo romanesco
  • 70 gr di trita sceltissima di manzo
  • 4 cimette di cavolo romanesco
  • 1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva
Cuocere al vapore la carne trita e le cimette di cavolo per 20-25 minuti. Io li ho cotti insieme, ma separati, utilizzando la funzione Varoma del Bimby: ho versato 500 ml di acqua nel boccale, che ho fatto arrivare a bollore cuocendo per 8 minuti a velocità 1; poi ho posizionato la carne nel Varoma, coperto da un foglio di carta forno bagnato e strizzato, e le cimette sul vassoietto. Quindi ho azionato la funzione Varoma per 25 minuti.
Quando tutto è pronto, sminuzzare il cavolo, unirlo alla trita, condire con un filo d'olio a crudo e servire.



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