mercoledì 15 aprile 2015

Zafferano, fragole e gelatine

Questo non è un post su cosa ho cucinato, ma su cosa potrei cucinare. Già, perché lo zafferano per ora è solo un test e le fragole e le gelatine un sogno nel cassetto. Ma sono certa che fra qualche mese questi prodotti cominceranno piano piano a prender forma, gusto e colore. In una parola, vita. E presto sulla mia tavola - come spero anche sulle vostre - arriveranno piatti golosi a base di questi tre pregiatissimi, rarissimi e super genuini ingredienti molisani doc.

Sì, avete letto bene. MO-LI-SA-NI. No, non sono impazzita. La coltivazione di fragole non è prerogativa della Campania, la produzione massiccia di zafferano non lo è dei cugini abruzzesi e le gelatine di vino da gustare assieme ai formaggi non sono solo il fiore all'occhiello di chef stellati. E la Fattoria Sa.Ra ve lo dimostrerà.

Per ora, come dicevo, la Fattoria Sa.Ra è solo un progetto. Ma grazie a ciascuno di voi potrebbe diventare realtà. Sara e Raffaele sono due miei cari amici. Anzi, sono praticamente di famiglia. E stanno coltivando il sogno di trasformare il terreno che possiedono a San Giovanni in Galdo, località alle porte di Campobasso, in una vera e propria fattoria.

Ok, investire sulla terra, vivere dei suoi frutti e sognare un futuro da contadini forse a qualcuno sembrerà anacronistico, ora. Ma se solo conosceste la determinazione, la preparazione, la forza e la serietà di Raffaele da una parte e la creatività, l'entusiasmo, la freschezza e la dolcezza di Sara dall'altra sono sicura che questo piano vi sembrerà un po' meno folle.

L'ambizione di questi due straordinari trentenni del Duemila, però, da sole non bastano. Serve benzina per avviare il motore, altrimenti non si va da nessuna parte. Servite voi.

Sara e Raffaele hanno da poco avviato un crowdfunding: devono raggiungere 10 mila euro entro metà luglio per ristrutturare il loro casolare e farlo diventare un laboratorio di trasformazione di fragole e zafferano: servono un nuovo impianto elettrico, piastrelle bianche e immacolate, un tavolo e un lavandino in acciaio, un piano cottura e un essiccatoio.


Il loro obiettivo, però, va oltre l'avvio della produzione che hanno in mente. Sara e Raffaele vogliono dimostrare che: "anche in un periodo difficile per tutti, in una regione sconosciuta ai più e dalla quale molti fuggono si possa fare impresa di qualità", come si legge sulla pagina dedicata al loro progetto su Produzioni dal basso e dove vi invito ad andare appena avrete finito con questo post.

Basta un conto Paypal (e a breve anche solo un versamento tramite c/c bancario) per diventare sostenitori della Fattoria Sa.Ra: un piccolo contributo - anche solo di 5,00€ - a voi non costa praticamente nulla mentre per loro potrebbe fare la differenza. In questo momento mancano 91 giorni e la cifra raggiunta è di 1.580,00 ... Serve l'aiuto di ciascuno di voi. Vi chiedo uno sforzo non tanto economico quanto di immaginazione e, soprattutto, di fiducia. Fiducia nei confronti delle nuove generazioni che tentano di dare una svolta alla propria vita, di far crescere questo Paese ormai allo sbando e impantanato, di fare qualcosa di buono per sé e per la società tutta.

Credete nel futuro, credete nei giovani.

Andate qui e donate 5€, 10€, 30€ o 50€: per ciascun contributo Sara e Raffaele hanno previsto anche una piccola ricompensa.

Che cosa state aspettando? 
Non avete una grandissima voglia di sapere che gusto ha lo zafferano del Molise? 
Non siete curiosi di scoprire come possono sposarsi bene le gelatine di Tintilia con il caciocavallo? 
Non volete assaggiare le fragole più carnose, golose, rosse e genuine del Sannio?

FORZA!!! La Fattoria Sa.Ra e Tavola contano su di voi!



mercoledì 8 aprile 2015

Viva la pappa!

Le prime volte, un po' come gli esami, non finiscono mai. Domenica scorsa, per esempio, sono stata catapultata nel magico mondo delle mamme per il tempo di un pranzo. Sì, perché finalmente la piccola mascotte della Family ormai ha passato l'anno di vita e ha cominciato finalmente a mangiare -più o meno- come un essere umano dotato di denti e gusto. Potevo forse farmi scappare l'occasione di prepararle con le mie manine d'oro un pranzetto tutto per lei? Certo, per rimpinzarla di dolci e manicaretti d'ogni sorta mi tocca aspettare ancora un po', ma sono fiera di poter dire che il primo pasto completo (primo + secondo, acqua, caffé e coperto compresi nel prezzo) gliel'ho cucinato io!

Ma come ciascuna prima volta che si rispetti non è stato facile. Naturalmente innanzitutto ho chiesto le info base a mamma Fifì, se non altro per salvarmi la pellaccia dalle ritorsioni fisiche per eventuali errori imperdonabili (il SALE? Bandito! l'OLIO? A crudo! I LEGUMI? Solo al posto della carne!). L'entusiasmo per la novità e il sapore della sfida hanno lasciato ben presto il posto a un'autentica ansia da prestazione. Per dirla come i ggggiovani... Sono andata in sbattimento totale.

È vero, avrei potuto vincere facile e giocare la carta del "già provato" ma poi che gusto ci sarebbe stato? Allora ho cominciato a studiare: che cosa mangiano i bambini più volentieri? Il punto era che non potevo mica correre il rischio di lasciare a digiuno la principessa del mio cuor. Senza considerare ovviamente che un suo rifiuto della mia pappa mi avrebbe allontanato per sempre dai fornelli, spingendomi a cospargermi il capo di pepe, scappare via per la vergogna e rifugiarmi là sui monti con Annette dove il cielo è sempre blu. Dopo aver spulciato un po' di siti specializzati e lavorato di fantasia cercando di metterci del mio, piano piano il menu ha preso forma: per lei pastina alla zucca e trita di manzo con cavolo romanesco (qui ho voluto rischiare, ma mi sono fidata dell'istinto che mi diceva di considerare la dolcezza irresistibile della varietà del romanesco), per noi crêpes di grano saraceno ai funghi e polpette. 

Alle 12.30 è arrivato il momento dell'assaggio. È stato il più emozionante della mia vita, neanche fossi davanti al trittico delle meraviglie Cracco-Barbieri-Bastianich: abbiamo dovuto aggiustare la consistenza della carne, ancora troppo "strana" al suo palato e quindi gliel'ho frullata un po'; ma quando ha cominciato a leccarsi letteralmente le dita ho capito di aver superato la prova! Poi, qualche ora dopo, ha assaggiato finalmente l'acqua e ha fatto pure tre passetti da sola.

Insomma, cari miei, Lau e Bea si portano a casa un vero en plein e fanno a tutti "ciao ciao" con la manina. A quando il prossimo FamilySundayLunch?


Pastina alla zucca
  • 40 gr di stelline
  • 100 gr di zucca 
  • 1 formaggino Mio
Lessare la zucca tagliata in pezzi regolari in acqua bollente per circa 15 minuti. Scolarla, conservando l'acqua di cottura, e frullarla insieme al formaggino e a un cucchiaio d'acqua (se il composto dovesse essere troppo denso). Nella stessa acqua di cottura lessare anche la pasta, quindi scolarla, condirla con la crema di zucca e servire.




Trita con cavolo romanesco
  • 70 gr di trita sceltissima di manzo
  • 4 cimette di cavolo romanesco
  • 1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva
Cuocere al vapore la carne trita e le cimette di cavolo per 20-25 minuti. Io li ho cotti insieme, ma separati, utilizzando la funzione Varoma del Bimby: ho versato 500 ml di acqua nel boccale, che ho fatto arrivare a bollore cuocendo per 8 minuti a velocità 1; poi ho posizionato la carne nel Varoma, coperto da un foglio di carta forno bagnato e strizzato, e le cimette sul vassoietto. Quindi ho azionato la funzione Varoma per 25 minuti.
Quando tutto è pronto, sminuzzare il cavolo, unirlo alla trita, condire con un filo d'olio a crudo e servire.